“Sporco foggiano”. Questa la scritta che Angelo Angiolino, dirigente del Foggia, cerignolano di nascita, ha trovato sulla serranda della sua attività nei pressi dello stadio di Cerignola. A denunciare l’accaduto, lo stesso Angiolino: “Buongiorno a tutti, anche e soprattutto a chi questa notte ha, con questa scritta, imbrattato la saracinesca del mio studio. Non perderò del mio tempo lavorativo per guardare la registrazione del filmato delle telecamere, né di adire le vie legali, se non altro perché darei loro maggiore importanza. Sicuramente si tratterà di ‘persone’ che con il calcio non hanno nulla a che fare e che fanno dell’odio, rancore e cattiveria ragione di vita. Il calcio è aggregazione, divertimento, goliardia, sfottò, sempre nei canoni e principi sani di Vita. A loro rispondo, io sono pulito dentro e non permetterò loro di tarparmi le ali per uno sport che amo sin da bambino. W il calcio”.
Un post finale incandescente soprattutto a Foggia dove ignoti hanno esploso colpi d’arma da fuoco contro l’auto del capitano rossonero Di Pasquale. Il presidente AIC Umberto Calcagno ha espresso vicinanza al calciatore e ha evidenziato come “ancora una volta atti di intimidazione e violenza contro i calciatori diventano le notizie principali dei nostri weekend calcistici e vanno ad offuscare lo spettacolo sportivo che invece dovrebbe caratterizzare il nostro mondo. Non si deve abbassare la guardia”. E ancora: “Non si può rimanere ostaggi di pochi delinquenti che vanno individuati e puniti quanto prima. Oltre ai messaggi di solidarietà, ai quali naturalmente ci uniamo, l’auspicio è che arrivino anche provvedimenti efficaci per fermare questa autentica piaga”. Sugli spari contro l’auto di Di Pasquale sono in corso le indagini della Digos.
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