C’è disincanto al tavolo del campo largo emilianista del centrosinistra per le prossime amministrative del Comune di Foggia, sciolto per infiltrazioni mafiose, riunitosi di nuovo nei giorni scorsi. Alla coalizione extralarge del 2019 si sono aggiunti i movimenti civici nati negli ultimi mesi, come La Società Civile e la Comunità Politica rappresentata dal portavoce Luciano Beneduce e il M5S presente sia con il suo coordinatore provinciale Mario Furore sia con l’onorevole Marco Pellegrini, chiamato a sostituire il primo quando l’europarlamentare è a Bruxelles.
I pentastellati e i vari referenti al tavolo – Davide Emanuele e Lia Azzarone per il Pd con Pierpaolo D’Arienzo, Gianni De Rosa per i civici, Matteo Iacovelli per Azione, l’ingegner Pippo Cavaliere in qualità di ex candidato sindaco, Lorenzo Frattarolo e Rosa Cicolella per Italia Viva, Mino Di Chiara per il Psi, i Verdi, Socialismo Dauno, Sinistra Italiana e Art 1 – sanno bene che fino a quando si parlerà di temi nessuno romperà la coesione. Sono i nomi gli unici a poter dividere in questa fase. E tutti si guardano bene dal farne al momento.
Partiti e movimenti sembrano d’accordo sulle cose da fare. Priorità assoluta ai temi della legalità e dello sviluppo agroalimentare e industriale di Foggia. La zona Asi può ancora intercettare finanziamenti e investimenti se la città si scrolla di dosso il bollino mafioso, che allontana possibili imprenditori interessati ad impiantare la propria attività in pianura.
Si converge sul tema delle infrastrutture e del welfare, che è totalmente da ridisegnare a favore di anziani e bambini. Lo stop del centro Palmisano reclama vendetta, secondo i partiti. E la fine del reddito di cittadinanza per una importante platea di cittadini impone scelte adeguate.
Altro nodo è il Pug, eterna matassa cittadina. Il campo largo è concorde nel ritenere necessaria la sua approvazione per delineare con chiarezza quali direttrici dare alla città, se è vero che l’espansione edilizia è da considerare esaurita con la città che perde progressivamente abitanti. “Gli imprenditori hanno bisogno di chiarezza e di regole per non incorrere nelle solite varianti”, è il mood del tavolo.
Ci sono ancora richieste per medie e grandi superfici di vendita, tra la Macchia Gialla e il tribunale, così come è ancora ignoto quale sarà lo sviluppo urbano che correrà lungo l’orbitale, se mai sarà aperta. C’è anche chi sogna la realizzazione di un palazzetto dello sport da 5mila posti e di altri contenitori ludici e di aggregazione per ragazzi e associazioni.
Chi può interpretare al meglio tali istanze? Vengono bollate come fake news le notizie riguardanti un eventuale approccio del Pd con le opzioni “sanitarie” del prof Massimo Russo e del dg Asl Antonio Nigri.
Nelle ultime settimane, Russo, ex amministratore unico di Sanitaservice appena sostituito dalla Regione, dopo 6 anni di governance, era stato avvistato sia alla manifestazione di Giuseppe Mainiero a Piazza Mercato sia all’appuntamento legalitario del M5S a Palazzo Dogana con la presenza dell’ex premier Giuseppe Conte e dell’ex procuratore antimafia, oggi parlamentare pentastellato Federico Cafiero de Raho.
“Non si è mai fatto il nome di Massimo Russo né sappiamo se lui sarebbe disponibile – rimarca il consigliere di staff di Michele Emiliano, Rosario Cusmai -. Al tavolo per ora non si parla di nomi, ma di temi, programmi, liste da mettere in campo. Sappiamo che Mainiero ha scelto di autocandidarsi, senza attendere, lo conosciamo tutti, non fa una cosa per convenienza, altrimenti sarebbe rimasto nei Fratelli d’Italia”.
Nel M5S i nomi spendibili sono quelli di vertice: Rosa Barone da un lato e Mario Furore dall’altro. La prima però potrebbe non ottenere in tempo la deroga e chi la conosce bene la racconta anche poco interessata alla candidatura a sindaca. Il coordinatore invece, che è ancora al primo mandato al Parlamento Europeo, starebbe cominciando a pensare all’opzione Foggia, anche in virtù della complessità delle prossime Europee.
Qualcuno, nel recente “Appello alla città” organizzato da Libera, Associazione Antiracket Fratelli Luciani e Fondazione Antiusura Buon Samaritano ha evidenziato l’assenza di leadership nel centrosinistra. Una assenza precedente al commissariamento per mafia.
“Nei 7 anni di opposizione non si era imposta una leadership, dobbiamo dirci la verità e la condizione complessiva della politica non è delle migliori – ammette Gianluca Ruotolo -. La politica è disabituata a far partecipare la cittadinanza, è rallentata. Il Pd sia nel 2014 sia nel 2019 fece uno sforzo di rinnovamento nelle liste – aggiunge -; non tutti sono diventati consiglieri comunali, molti giovani furono bloccati. Credo che si debba proseguire su quella linea di innovazione, non sono radicale, non è la singola esperienza che può interrompere un ricambio”.
Tuttavia l’ottimismo è una perla rara al tavolo. “Non vedo protagonismi in grado di battere una destra in grande spolvero nonostante lo scioglimento e le responsabilità dell’amministrazione Landella. L’unico che potrebbe riunire ed entusiasmare davvero è il procuratore Ludovico Vaccaro“, dice senza mezzi termini a l’Immediato il sindaco di San Severo Francesco Miglio, presente a Palazzo Dogana per l’incontro con Tano Grasso e gli altri. Ma il magistrato, si sa, non ha alcuna ambizione politica. (In foto, un recente incontro del Pd)
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