Lavori fermi da mesi alla Fiera di Foggia in corso del Mezzogiorno. La maxi opera – che dovrebbe rilanciare l’ente e dare nuovo lustro alla città – è bloccata dallo scorso marzo. Il motivo è soprattutto burocratico ma anche economico. L’accordo quadro Ministero delle Infrastrutture-Regione Puglia-Ente Fiera scadeva a fine anno, ma purtroppo non è stato possibile terminare gli interventi entro il 2022 sia a causa del Covid ma anche per il ritardo nell’approvvigionamento dei materiali dovuto al conflitto in Ucraina. Si è reso necessario, dunque, un nuovo accordo quadro, integrativo rispetto a quello formulato in precedenza. Il Ministero ha inviato la bozza del nuovo documento, la Regione lo ha approvato e rispedito al Ministero che deve solo formalizzare e dare l’ok definitivo, ma la comunicazione tarda ad arrivare. I lavori – che prevedono nuovo ingresso, parcheggio, edifici, servizi e quant’altro – sono fermi da marzo. Mancherebbero solo tre mesi per consegnare l’infrastruttura alla città. Il completamento riguarda il 20 per cento delle opere tra cui la sistemazione finale degli impianti e alcuni interventi esterni.

Alla questione burocratica si aggiungono alcuni ritardi nei pagamenti lamentati dall’Associazione Temporanea di Imprese che da fine 2020 sta svolgendo i lavori. L’ultimo versamento risale a ottobre 2022, dopodiché l’ATI, composta da un consorzio e da alcune imprese locali, non ha più visto un euro. Ad oggi mancano all’appello 2,5 milioni, non proprio bruscolini.
Il progetto di rilancio dell’ente risale a ben 15 anni fa, ma già all’epoca si interruppe bruscamente. Poi, a settembre 2020, ecco il secondo tentativo con l’avvio dei lavori che, ad oggi, stando al cronoprogramma iniziale, si sarebbero dovuti concludere. Tanti gli interrogativi dei foggiani che da tempo fanno i conti con il maxi cantiere di corso del Mezzogiorno che restringe la carreggiata e provoca notevoli disagi al traffico. Si spera che dal Ministero battano un colpo.

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