Con una missiva, Legacoop (Ferrante-Rubino), Fimpi Sanità (Saracino) e Welfare a Levante (Perruggini), replicano alle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Universo Salute, Luca Vigilante, per via degli “specifici riferimenti verso l’intera categoria delle RSA”. Ecco il testo giunto in redazione.
Caro Luca,
pur seguendo la vicenda dei rimborsi reclamati da Universo Salute per motivi squisitamente istituzionali, avremmo voluto non intrometterci nella questione e nelle polemiche riguardanti metodi e rapporti tra gli attori in campo, questioni di territorio, politica ecc. ma dopo aver letto la tua intervista su “l’Immediato” del giorno 10 giugno u.s. e il comunicato ufficiale di Universo Salute si impone una replica da parte delle scriventi associazioni di categoria.
Da sempre abbiamo sostenuto le ragioni, anche di Universo Salute, a riguardo dei ristori per le prestazioni di assistenza assicurate ai pazienti affetti da Covid curati in tutte le RSA e non passati in ospedale favorendo un risparmio oggettivo da parte del SSR. Infatti se tutti i pazienti delle RSA affetti da Covid fossero andati in ospedale (come avrebbe dovuto essere perché le RSA non sono reparti di malattie infettive!) il sistema sarebbe collassato in poche ore.
Altro discorso è la disciplina di questo percorso che ha trovato attuazione per le RSA in molte regioni di Italia ma non in Puglia. Come è noto e documentabile abbiamo rivolto numerosi inviti alla Regione proprio nei momenti più drammatici della Pandemia ove nessuno ci ha aiutato e dato riscontro.
Pertanto proprio quella coraggiosa decisione della Asl Fg (gestione Piazzolla) da un punto di vista squisitamente tecnico non poteva stabilire la liquidazione di una prestazione non disciplinata da una Legge o una Delibera di Giunta regionale. Sarebbe stato opportuno che Universo Salute che è ben competente e affermata nel settore, si fosse fatta avere formalmente una autorizzazione dalla Regione per le prestazioni Covid e l’indicazione di una tariffa. Il problema è tutto qui. Se l’autorizzazione esiste è un discorso, se non c’è il diritto viene meno e si aprono scenari impervi ove i pareri seppur qualificati e autorevoli, lasciano il tempo che trovano così come le richieste della Regione (secondo quanto affermi nella tua intervista) “di curare i pazienti, con i protocolli di cura ospedalieri, presso le stesse strutture di Universo Salute”, pubblicamente non note, fanno ragionevolmente ipotizzare che la Regione e la Asl avrebbero acconsentito pur in assenza di atti ufficiali al modus operandi ottemperato dalla Universo Salute che poi è passata all’incasso.
Questo, caro Luca, sai bene che non appare legittimo anche se ribadiamo con forza anche oggi, poteva e doveva trovare una disciplina normativa capace di assicurare i doverosi ristori a Universo Salute e a tutte le RSA che, seppur con misura finanziaria diversa in base all’intensità assistenziale assicurata, hanno garantito tempestivamente protezione e cura a migliaia di pazienti anziani non autosufficienti e disabili affetti da Covid da Santa Maria di Leuca al Gargano.
Quindi non si discute l’oggetto della questione “tariffa” ma il metodo con cui è stata gestita tenendo fuori tutto il settore delle RSA tranne Universo Salute.
Del personale, dei requisiti organizzativi e del delirio normativo di cui è vittima tutto il settore avremmo voluto vedere una azienda così importante come Universo Salute al nostro fianco mentre reclamavamo disperati i nostri diritti, uguali a quelli di Universo Salute, mentre ci scippavano gli infermieri, mentre non arrivava neppure una mascherina, mentre non ci assicuravano neppure un tampone e potremmo continuare a lungo, molto a lungo. Invece siamo rimasti soli e i metodi e le strategie adottate in quel periodo sono “fattuali” come dice Vittorio Feltri, e oggi sono passati alla storia, una brutta storia più intricata di uno “shangai”.
Inoltre resta priva di eleganza oltre che irrispettosa, la tua affermazione quando riferisce che “Universo Salute non può essere paragonato a nessun’altra Rsa del territorio, nè dal punto di vista quantitativo né, tanto meno, qualitativo” perchè come stai vivendo, la qualità dell’assistenza a volte viene gravemente mortificata da comportamenti imperdonabili che seppur riferibili alle singole responsabilità rientrano nella clamorosa evidenza ove ripetuti e numerosi fatti delittuosi meritano una lettura e una valutazione globale. Quindi potevi essere più cauto prima di affermare ripetutamente una sorta di “primato” e soprattutto sei ben consapevole della grave situazione in cui hanno fatto precipitare il 90% delle RSA che senza alcun supporto organizzativo e finanziario e senza ricorsi al Fis (Fondo Integrazione salariale) meritano un appaluso universale. Non sappiamo se tu ti senti in quel 90%.
È senza dubbio virtuoso apprendere delle ulteriori prestazioni che “solo Universo Salute può assicurare” alla propria utenza ma senza scomodare l’ontologia e la storia chiediamo: queste avvengono gratis? Oppure vengono giustamente riconosciute? E allora, perché non agire insieme per fare in modo che tutto il settore delle RSA possa essere messo in condizioni di investire e assicurare ulteriori prestazioni alla propria utenza?
Pensi che non sia agevole per chiunque acquistare una Tac, un ecografo o un apparecchio che valuta i risultati ematici e assicurare nella propria RSA una qualità migliore? Certo che lo è, ma non è consentito perché non c’è ancora una adeguata programmazione. Vogliamo pensare questo sennò dovremmo pensare che vogliono che continui tutto così…con quel 10% delle RSA che sovrasta tutto il mercato mentre l’altro 90% è tra la vita e la morte come è emerso pure l’altro giorno in III Commissione.
In definitiva saremo attenti sull’epilogo in sede civile di questo contenzioso, che è l’unico aspetto che ci interessa, perché naturalmente se venisse cristallizzato un precedente in favore di chi ha reso una prestazione nei modi presentati al Tribunale di Foggia, occorrerà con urgenza affrontare il discorso ristori con la Regione per tutte le RSA che come Universo Salute o in maniera similare seppur con intensità assistenziale inferiore, hanno assicurato impegno e cospicue risorse finanziarie per contrastare non solo il Covid ma anche la schizofrenia del sistema sperando non sia giunto in un cul de sac“.












