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Home - “Riaprire la scuola di polizia di Foggia”, c’è la lettera di richiesta. “Si può riconvertire per finalità formative”

“Riaprire la scuola di polizia di Foggia”, c’è la lettera di richiesta. “Si può riconvertire per finalità formative”

Di Redazione
9 Aprile 2021
in Cronaca
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“Riaprire le scuole di polizia”. È la richiesta di Felice Romano, segretario generale del Siulp, sindacato italiano unitario lavoratori polizia. Anche la sede di Piazza Italia di Foggia citata nella lettera inviata al capo della polizia con in oggetto scritto “Turn over inadeguato – Ipotesi di recupero di strutture destinate alla formazione degli Allievi Agenti”.

Signor Capo della Polizia,

conosciamo la sensibilità e il quotidiano impegno che profonde per migliorare le condizioni di lavoro e di vita delle donne e degli uomini della Polizia di Stato.

Ed è proprio in ragione di questa Sua riconosciuta sensibilità che sono a richiederLe un intervento per cercare di risolvere l’urgente annosa questione legata ai massicci pensionamenti che si registreranno nei prossimi anni e in funzione dei quali si correre il rischio di pregiudicare la stessa efficienza dei servizi di Polizia.

Dopo almeno due decenni di inadeguate, se non addirittura inesistenti, politiche assunzionali, le cui responsabilità ricadono trasversalmente sugli schieramenti politici che hanno retto le sorti dei governi che si sono medio tempore succeduti, la precarietà degli organici dei vari ruoli della Polizia di Stato, in assenza di immediati interventi mirati ad un consistente ripianamento nel breve termine, rischia seriamente di compromettere la funzionalità dell’apparato.

Nei prossimi anni ci saranno infatti svariate decine di migliaia di operatori che raggiungeranno il sessantesimo anno di età e verranno collocati in quiescenza. Per la più parte si tratta di poliziotti entrati in amministrazione come Agenti Ausiliari, con procedure selettive semplificate – che non sarebbe sbagliato immaginare di riproporre con i necessari adattamenti – che consentivano l’ingresso di 5-6mila nuovi agenti ogni anno.

E proprio nel momento in cui era necessario assicurare un turn over a tappe forzate per cercare di riempire la voragine provocata da questa massiva fuoriuscita di risorse umane la pandemia ha imposto un notevole ridimensionamento delle potenzialità formative. Sia per la necessità di assicurare il rispetto delle distanze interpersonali all’interno degli istituti di istruzione, sia per la temporanea sospensione delle procedure selettive concorsuali.

Proprio la consapevolezza degli effetti di questa drammatica congiuntura ci hanno spinto a proporre, quale prima ipotesi per arginare nel medio periodo i flussi in uscita, di prevedere, su base esclusivamente volontaria, la permanenza in servizio oltre il limite ordinamentale per un periodo massimo di due o tre anni.

Un intervento che tuttavia, come detto, avrebbe attenuato, ma non certo risolto, il problema, restando irrisolta la questione della ridotta capacità formativa, e quindi permanendo le difficoltà di mettere a regime un progetto di reintegrazione delle carenze organiche. Perché infatti la capacità ricettiva delle strutture destinate alla formazione degli allievi, che oggi non sopporta oltre le 1500 – 2000 presenze, sarebbe comunque stata ampiamente insufficiente anche se non fosse subentrata la turbativa del Covid 19.

Una possibile opzione per poter aumentare, quantomeno nel breve periodo, il numero dei corsisti è quella di andare a ripristinare l’abitabilità e la funzionalità di quelle strutture che, prima della sciagurata decisione che ne aveva decretato la chiusura, erano per l’appunto sede di istituti di istruzione della Polizia di Stato. Nonostante la cessata attività per la quale erano state utilizzate, sono rimaste nella disponibilità dell’Amministrazione – pensiamo ad esempio al caso di Foggia, di Bolzano, di Vicenza – che proprio per questo potrebbero essere nuovamente riconvertite per finalità formative con investimenti non particolarmente impegnativi. Trattandosi peraltro, quantomeno in alcuni casi, di immobili che attraverso la cosiddetta cartolarizzazione erano stati ceduti a privati, non è da escludere la possibilità di poter concordare con gli stessi un piano di ristrutturazione attuato anche con accesso ai benefici fiscali previsti dalla vigente normativa, con i correlati significativi risparmi di spesa, che potrebbe essere realizzato in tempi consoni con le segnalate esigenze.

Siamo quindi a chiederLe di attivare le competenti articolazioni dipartimentali al fine di verificare se le suggestioni portate dalla presente siano o meno attuabili. Fermo restando che, in ogni caso, il tema della sostituzione del massivo numero di pensionamenti rappresenta una sfida che vede sindacato e amministrazione accomunate dai medesimi interessi. Per perseguire i quali potrà sicuramente fare affidamento sulla fattiva collaborazione del Siulp.

Certi di un Suo interessamento sulla questione rappresentata, l’occasione è gradita per inviare ringraziamenti anticipati, cordiali saluti e rinnovare i sensi di elevata stima.

Tags: polizia foggiascuola di polizia
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