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Home - Inizia dopo 23 anni di battaglie la demolizione dell’ecomostro del Gargano. Ruspe a Rodi per abbattere l’edificio di Roccamare

Inizia dopo 23 anni di battaglie la demolizione dell’ecomostro del Gargano. Ruspe a Rodi per abbattere l’edificio di Roccamare

Di Redazione
15 Febbraio 2021
in Turismo
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Il 21 novembre 1997 il Comune di Rodi Garganico rilasciò alla Società Roccamare la concessione edilizia n. 157 per l’edificazione, in zona B del programma di fabbricazione vigente, di una costruzione di quattro piani più l’interrato. Venerdì 5 febbraio 2021 si è finalmente aperto il cantiere per l’abbattimento dell’ecomostro Roccamare, ponendo fine ad una battaglia condotta nei vari giudizi amministrativi e penali sia dai privati cittadini confinanti con la costruzione che dal WWF intervenuto col patrocinio degli avvocati Alessio Petretti e Angelo P. Masucci e con la consulenza tecnica dell’ingegnere Matteo Orsino.

“Ci sono dunque voluti oltre 23 anni di battaglie legali – evidenzia il WWF Foggia -, condotte a tutti i livelli, per ristabilire la legalità, spesso scontrandosi con le stesse amministrazioni che invece hanno il compito istituzionale di difendere il territorio. Oltre 23 anni di inammissibile attesa per abbattere una costruzione che, come ha ulteriormente confermato la relazione presentata al Consiglio di Stato dal prof. Umberto Fratino, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Bari, ricade in massima parte all’interno della zona G di salvaguardia della costa del Programma di Fabbricazione del comune di Rodi Garganico e completamente all’interno della zona franosa I del DPR n. 1342 del 1959″.

“La vicenda della Roccamare – dicono ancora gli ambientalisti – è dunque rappresentativa di come sia difficile difendere l’ambiente nel nostro territorio. A questo proposito basta pensare che la franosità della zona, era ben nota fin dagli anni 50, trovando un’incontestabile conferma nella classificazione PG3 di massima pericolosità di frana ed R4 rischio frana molto elevato attribuita dall’Autorità di Bacino della Puglia alla zona di Rodi al cui centro viene a trovarsi la costruzione Roccamare. In definitiva, evidenzia il WWF, la Roccamare è collocata in una zona assolutamente inedificabile.

Con l’inizio dei lavori di abbattimento i suoi costruttori devono però rassegnarsi, non potendo più opporsi alla sua demolizione. Il prossimo obiettivo che il WWF chiede di realizzare al sindaco di Rodi Carmine D’Anelli è il ripristino dello stato dei luoghi. L’abbattimento della Roccamare costituisce nel Gargano un’importante novità. Rappresenta un severo avvertimento contro l’ ‘urbanistica fai da te’, dettata esclusivamente da interessi privati, che, per ottenere la concessione edilizia, sposta dove non dà fastidio la rappresentazione sui documenti progettuali di zone franose o con altri vincoli. A questo proposito, evidenzia il WWF, anche il Consiglio di Stato ha sottolineato che nel 2012 la corte di appello di Bari aveva confermato nei confronti del legale rappresentante della Roccamare e del progettista tutti i capi di imputazione della sentenza di primo grado relativi “alla induzione in errore dell’amministrazione comunale nel rilascio della concessione edilizia attraverso una falsa rappresentazione della realtà”.

“È desolante constatare – osserva il WWF Foggia – che le notizie di montagne scese giù a cancellare i paesi non hanno insegnato nulla. I vincoli, anche quelli di una zona franosa, non rappresentano uno strumento di tutela per il cittadino e per il territorio, ma sono visti come un’inutile e pesante palla al piede della quale liberarsi ad ogni costo”.

Tags: ecomostro RoccamaregarganoRodi Garganico
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