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Home - Pepe adottato dopo 9 anni in canile: “Una famiglia si prenderà cura di lui, malato non avrebbe resistito all’inverno”

Pepe adottato dopo 9 anni in canile: “Una famiglia si prenderà cura di lui, malato non avrebbe resistito all’inverno”

Di Redazione
7 Dicembre 2020
in Cronaca
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Alla fine di ottobre Pepe diventa protagonista di un video spot per la campagna di adozioni “Portami a casa”, promossa dal comune di San Giovanni Rotondo in collaborazione con ENPA. Tante le condivisioni, si moltiplicano gli appelli per tirarlo fuori dal canile. Sono tutti colpiti dalla sua storia: Pepe merita una vita migliore. Ha nove anni, entrato a soli tre mesi in canile. Soffre molto per gravi problemi agli arti inferiori, che ormai trascina aiutandosi con le zampe anteriori. Il suo sguardo triste racconta una storia fatta di solitudine, alla continua ricerca di calore umano, di una casa, di una famiglia. Questo inverno non ce la farà. Le basse temperature non aiuteranno il suo già precario stato di salute. I video che si susseguono sulle pagine social sono strazianti. Pochi passi per lui rappresentano una grande sofferenza. Pepe è stanco.

È dicembre 2020, il telefono squilla. Pepe è stato adottato. È arrivato il suo regalo di Natale: ora ha una famiglia che si prenderà cura di lui.  Notizia che lo stesso sindaco di San Giovanni Rotondo, Michele Crisetti, ha dato questa mattina ai suoi concittadini: ”Pepe è stato finalmente adottato! Dopo nove anni in canile, una famiglia si prenderà cura di lui. La sua salute è precaria e non sarebbe sopravvissuto ad un altro inverno al freddo. Ma come Pepe, ci sono altri amici a quattro zampe che meritano una seconda possibilità dalla vita. Dall’inizio dell’anno sono stati adottati circa 90 cani ma se entro questo mese non ne saranno adottati altri 30, questi rischieranno di essere trasferiti altrove, andando incontro a uno spostamento che li destabilizzerà nuovamente e che renderà ancora più difficile la loro adozione. Quando sono al canile comunale mi rendo conto che l’umanità passa anche dagli occhi di queste creature sole e si rafforza in me l’impegno che ho preso con loro: aiutarli e contribuire affinché stiano sempre meglio”.

La campagna “Portami a casa”, è partita l’11 ottobre e dall’inizio del 2020 sono 90 i cani ad aver lasciato il canile comunale. Altri 90 cani sono ancora presenti in struttura, autorizzata per ospitare un numero massimo di 60 cani. Sulla struttura e sull’utente comunale pende un ultimatumda parte degli organi di controllo: entro fine 2020 il numero dovrà tornare alla capienza legale. Se questo non accadrà, i cani in esubero dovranno essere trasferiti presso altre strutture disponibili della provincia. Situazione questa che arrecherebbe stress agli animali e disagi ai volontari che già sullo stesso territorio hanno difficoltà a seguirne le adozioni.Nel 2020 sono stati 80 i cani che, grazie alla locale sezione dell’Enpa, non hanno fatto ingresso in struttura, e 100 quelli adottati senza passare dal canile comunale. A fronte di una presa di coscienza da parte del Comune di applicare tutte le misure per contrastare il fenomeno del randagismo, causa del sovraffollamento del canile, vi è però al momento una emergenza dovuta all’impellente scadenza. Motivo per cui il Comune di San Giovanni Rotondo, per il tramite del sindaco Michele Crisetti, e con la collaborazione dell’Enpa, invita ad adottare, per scongiurare il rischio di un trasferimento.

Tags: adozioneCanilePepeSan Giovanni Rotondo
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