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Home - L’estorsione si tinge di rosa a Mattinata, arrestata la moglie di uno dei “Baffino”. Gallina uccisa e biglietti minatori per spaventare la vittima

L’estorsione si tinge di rosa a Mattinata, arrestata la moglie di uno dei “Baffino”. Gallina uccisa e biglietti minatori per spaventare la vittima

Di Redazione
19 Maggio 2020
in Cronaca
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Nel pomeriggio di ieri i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Manfredonia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di una giovane donna di Mattinata, Francesca Mantuano, classe ’91, accusata di estorsione.

L’indagine aveva preso avvio a seguito dalla denuncia presentata ai carabinieri di Mattinata, nel pomeriggio del 16 aprile scorso, da un cittadino che aveva trovato attaccato al cancello d’ingresso della propria abitazione un biglietto manoscritto dal chiaro contenuto minaccioso con tanto di richiesta estorsiva.

Avviate quindi le indagini, i carabinieri avevano proceduto ad acquisire i filmati registrati dalle telecamere poste all’esterno dell’abitazione, grazie ai quali era stato possibile riconoscere la donna, moglie di Renato Quitadamo, censurato del posto. La donna è anche cognata dei più noti Antonio e Andrea Quitadamo, entrambi soprannominati “Baffino”, contigui alla criminalità organizzata.

Nei filmati emerge che la 29enne, scesa dalla propria auto nei pressi dell’abitazione, si era avvicinata al cancello, lasciandovi il biglietto in questione. Sul foglio, come sopra anticipato, oltre alle minacce vi era una inequivocabile richiesta estorsiva per la somma di 1000 euro.

Un paio di settimane più tardi, il 29 aprile, la vittima aveva poi ritrovato un secondo biglietto minatorio sempre sullo stesso cancello, riportante gli stessi contenuti di quello precedente. Questa volta, però, oltre ai momenti dell’affissione del biglietto, la visione delle immagini riprese era stato possibile ricostruire anche il tragitto percorso in auto dalla stessa donna. In più, ora il messaggio riportava le istruzioni per la vittima sul dove lasciare, alle 18 del giorno seguente, una busta contenente il denaro richiesto. Il punto prescelto era sotto una determinata panchina del parco giochi.

A questo punto gli investigatori avevano organizzato, in accordo con la Procura della Repubblica di Foggia, un servizio per osservare non visti la consegna.

E qui la svolta alle indagini. La busta, lasciata nel punto convenuto, era poi stata prelevata dall’indagata e subito sequestrata dai carabinieri che, osservata tutta la scena, erano finalmente usciti dal loro nascondiglio con grande sorpresa della donna.

La vicenda non era però destinata a terminare così. Lo scorso 11 maggio si era infatti verificato un ulteriore fatto particolarmente grave ancora ai danni dell’estorto. Quel giorno, infatti, il poveretto si era ritrovato sempre sullo stesso cancello l’ormai solito biglietto riportante solamente una secca minaccia, questa volta però “corredato” da una gallina, uccisa da poco. In quest’ultima circostanza, a causa del buio, le telecamere avevano potuto riprendere in modo riconoscibile la sola vettura utilizzata.

I carabinieri della Stazione di Mattinata e della Sezione Operativa del NORM della Compagnia di Manfredonia nei giorni scorsi hanno raccolto e trasmesso gli esiti investigativi alla Procura della Repubblica di Foggia, la quale, valorizzandoli e integrandoli con le considerazioni proprie, ha ottenuto dal gip la misura custodiale notificata ieri pomeriggio alla Mantuano, conducendola nel carcere del capoluogo, dove a breve verrà sottoposta all’interrogatorio di rito.

“L’auspicio degli investigatori, sia della Polizia Giudiziaria che dell’Ufficio di Procura – si legge nel comunicato diffuso dall’Arma –, è ora che la positiva conclusione di quest’ennesima triste vicenda spinga ulteriormente le vittime di soprusi e prepotenze a capire che una via di uscita c’è, e che è rappresentata dall’affidarsi alle Istituzioni della Stato”.

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Tags: baffinoestorsioneFrancesca MantuanoMattinata
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