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Home - Pugliesi senza medici di famiglia entro il 2022. “La salute sarà roba da ricchi”

Pugliesi senza medici di famiglia entro il 2022. “La salute sarà roba da ricchi”

Di Michele Iula
23 Giugno 2017
in Sanità & Salute
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Mancherebbe davvero poco per il de profundis della medicina generale in Puglia. A certificarlo è uno studio Fimmg CA Bari, secondo il quale, dovendo far fronte ad un’ondata di pensionamenti prevista da anni, la riserva di futuri medici di famiglia e di guardia medica è destinata ad esaurirsi entro il 2022.

“Confusi i criteri economicistici con gli obiettivi di salute del cittadino – spiega il segretario regionale Fimmg continuità assistenziale Bari, Pietro Drago – e trasfigurata l’azione politica in una mera successione di soluzioni parziali e temporanee, è venuto a mancare negli ultimi anni un tassello fondamentale per la tutela del diritto alla Salute del cittadino: una vera politica di programmazione a medio-lungo termine, in grado di garantire un sistema di cure stabile e duraturo nel tempo. Da anni si ripete il mantra dell’attuale assetto assistenziale del territorio che non potrà reggere l’ondata di pensionamenti ormai cominciata nell’area medica”.

Il documento di Fimmg Continuità Assistenziale Puglia è andato oltre le valutazioni sui soli pensionamenti, indagando tutti gli altri fattori che determinano il fabbisogno di personale per i prossimi anni. L’obiettivo primario è stato quello di “trasformare un elemento parziale e quindi opinabile, dietro il quale è stato a lungo possibile rinviare problemi e nasconderne altri, in un’analisi quanto più possibile oggettiva”.

“La quantità, in rapido e progressivo aumento, dei colleghi di cui si avrà necessità non potrà essere colmata in alcun modo dai medici disponibili – spiegano nel documento -, ferme restando le attuali norme contrattuali che disciplinano il rapporto di convenzione per l’area della medicina generale. I carichi assistenziali sono destinati ad aumentare esponenzialmente fino al punto di insostenibilità da parte dei professionisti nelle attuali condizioni organizzative. Fino ad un milione e mezzo di cittadini pugliesi rischiano così di trovarsi senza medico di famiglia in meno di 15 anni“.

“È necessario – continuano -, come da tempo viene richiesto, incrementare il numero di borse di studio messe a bando annualmente per il corso triennale di medicina generale, in modo da immettere un maggior numero di professionisti con diploma di formazione specifica nel sistema. È forse il caso di ricordare che la formazione specifica è l’unico percorso che dà diritto ad esercitare la medicina generale e, stando alle attuali regole, una borsa messa a bando quest’anno si trasforma in un collega diplomato e disponibile in graduatoria regionale fra ben 5 anni. La carenza di personale medico che si determinerà in medicina generale non potrà attirare flussi di lavoratori formati in altre aree specialistiche, come forse qualcuno, nemmeno troppo velatamente, ha progettato di realizzare in barba alle norme vigenti; non potrà accadere poiché, seppur in maniera meno imponente, un’ondata di pensionamenti coinvolgerà anche l’area della dipendenza del SSN e anche ad essa, già sottodimensionata in tante regioni sottoposte a piano di rientro, si dovrà dare un ricambio generazionale”.

Lo studio barese ha messo in evidenza che è possibile stimare il fabbisogno futuro di medici. E’ possibile, inoltre fornirsi di strumenti utili a definire come, quando e in quale misura ristrutturare la medicina generale per renderla sostenibile. Ed allora è definitivamente giunto il momento che la politica smetta di nascondersi e di rinviare i problemi e si assuma la responsabilità delle proprie azioni.
“Si è decisa forse la fine della medicina di famiglia? Si continuerà a non rispondere ai nostri allarmi anche ora? Forse a qualcuno giova la fine di un sistema sanitario pubblico, di una sanità equa, pronta a fornire servizi e garantire diritti essenziali al cittadino. Ci si oppone pervicacemente ad organizzare un sistema performante in grado di affrontare le criticità del futuro imminente, di garantire una evoluta medicina territoriale di ‘iniziativa’, con ottimizzazione delle risorse e contenimento dei costi. La sostenibilità nel futuro non può prescindere dalla facilitazione del lavoro in aggregazione e dal sostegno della attività medica attraverso infermieri e personale di studio. Di questo sia consapevole la politica e anche su questo si attivi con urgenza.”

Fimmg Continuità Assistenziale Bari è invece già ben conscia di chi paga e pagherà una politica di risparmio ed immobilismo: “Pagherà il cittadino – concludono -, sempre meno assistito dal sistema pubblico e la cui salute sarà sempre più legata alle personali disponibilità economiche. E pagheranno i giovani medici formati per la medicina generale, i quali, mentre ora percepiscono la difficoltà di accesso al lavoro soprattutto in alcune province della Puglia, in pochi anni si ritroveranno tutti in un’area professionale nella quale non potranno godere della stessa stabilità vissuta dai colleghi che li hanno preceduti”.

Tags: BariFimmgFoggiaMediciPuglia
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