Magistrati e avvocati foggiani per i 10 anni di Aiga. Insieme nel nome della legalità

Al centro, Michele Vaira

 

“Legalità e territorio: binomio inscindibile”. Ma non a Foggia. O almeno, non ancora. Il titolo della tavola rotonda organizzata dai giovani avvocati Aiga (presieduti nel capoluogo dauno da Valerio Vinelli e a livello nazionale da Michele Vaira, segno tangibile del forte impegno dei foggiani) per festeggiare il decennale dell’associazione, è stato al centro della discussione di oggi pomeriggio in Camera di Commercio. Presente il gotha della magistratura foggiana, compresi i vertici della Procura, attualmente capitanata da Francesca Romana Pirrelli in attesa della nomina del nuovo procuratore. Favorito Ludovico Vaccaro, attuale procuratore capo di Campobasso, presente in prima fila all’appuntamento dei giovani avvocati. A tracciare un quadro dell’attuale situazione nel Foggiano, ci ha pensato il pm Enrico Infante, abituato a parlare apertamente delle criticità che attanagliano questo territorio: “Da noi legalità e territorio purtroppo non sono un binomio inscindibile. Qui la situazione è drammatica. Noi magistrati lo sappiamo bene, abituati ad avere a che fare con l’animo più oscuro dell’uomo. Ci diventa persino difficile essere ottimisti”. Poi una strigliata alla società civile foggiana “da sempre poco reattiva”. E un’autocritica: “Anche noi, magistrati e avvocati, siamo poco reattivi. Basta guardare come subiamo l’attuale condizione lavorativa”. Il riferimento è al sovraffollamento del tribunale di Foggia dopo la chiusura delle sedi di Lucera, Manfredonia e Cerignola, per citarne alcune. Il tutto aggravato da situazioni kafkiane come il malfunzionamento dell’aria condizionata nel palazzo di giustizia. Ma Infante intravede anche segnali positivi: “La fondazione antiusura, ad esempio, oggi non più sola come un tempo. E finalmente a Foggia c’è anche l’associazione Antiracket. Inoltre si stanno moltiplicando articoli e libri sulla mafia locale. Insomma, c’è più attenzione sulla drammaticità criminale. Ma tanto si deve ancora fare”.

Ludovico Vaccaro

“Dopo anni siamo arrivati a riconoscere l’aggravante mafiosa in alcuni dei processi più importanti”, altro passo importante nonostante la questione resti aperta sul Gargano. Infine un appello accorato: “A Foggia la squadra mobile conta appena 48 uomini. Così è impossibile affrontare le punte di recrudescenza criminale presenti soprattutto nell’area garganica”. In buona sostanza, ok gli appelli ad aprire una sede della DDA nella nostra provincia ma una risposta davvero incisiva sarebbe quella di rinforzare gli organici di polizia. “Altrimenti si può fare davvero poco se le risorse resteranno scarse come ora”.

Corrado Di Corrado, presidente facente funzione del tribunale di Foggia, ha parlato di “illegalità diffusa”. “La società civile – ha poi aggiunto – si renda conto della necessità di recuperare un valore sociale quale il rispetto delle regole. Solo così potremo battere tutti quei fenomeni che inquinano. I giovani professionisti acquisiscano questa consapevolezza”. 

Francesca Pirrelli: “L’eccessivo disordine nelle regole fa il gioco dei criminali, sempre pronti ad approfittarne”. Non mancano le note positive: “Sono a Foggia da tre anni. Qui c’è una procura giovane che lavora con entusiasmo e ideali. Ma crediamo che la lotta all’illegalità non passi solo dalle aule di giustizia. Anzi, quando accade potrebbe essere già troppo tardi. Bisogna intervenire prima e prevenire. Già in famiglia e nelle scuole. Questo territorio – ha concluso – ha sete di legalità”. 

Antonio Palumbo, presidente della sezione penale del tribunale di Napoli, in passato a Foggia, ha posto l’attenzione sull’impegno dei magistrati: “Devono agire nell’ambito delle regole ponendosi il problema delle conseguenze che le loro decisioni possono creare. La risposta alla legalità – ha concluso – può giungere solo attraverso serietà e affidabilità del lavoro svolto”.

Presente al convegno anche Sesa Amici, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha evidenziato una delle maggiori criticità rappresentata dall’eccessiva presenza di leggi, “scritte male e facilmente aggirabili”. La giornata si è articolata in tre sessioni, la prima dedicata ai “poteri criminali”, la seconda sulla “Giustizia giusta”, la terza sull’azione forense dell’Aiga.





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