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Home - Mafia: strage San Marco, inizio di processo col botto. Spunta “indagine privata” della difesa. Costituite parti civili

Mafia: strage San Marco, inizio di processo col botto. Spunta “indagine privata” della difesa. Costituite parti civili

Di Francesco Pesante
15 Luglio 2019
in Cronaca, Immediato TV
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Via al processo sulla strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017. In Corte d’Assise a Foggia, dinanzi al giudice Antonio Civita, si è tenuta oggi la prima udienza dopo l’iniziale rinvio del 10 giugno scorso. Alla sbarra Giovanni Caterino, manfredoniano classe 1980, unico imputato per l’agguato nel quale furono uccisi il boss Mario Luciano Romito, il cognato Matteo De Palma e i contadini Aurelio e Luigi Luciani. Caterino è accusato di aver fatto da basista, pedinando l’auto con dentro il boss per favorire l’azione omicidiaria dei killer. Il 39enne è sospettato di aver favorito il clan dei montanari Li Bergolis-Miucci, storicamente rivale dei Romito, questi ultimi ormai azzerati e rimpiazzati dagli “eredi” Lombardi-Ricucci-La Torre.

Oggi è stato il giorno della costituzione di parte civile dei parenti delle vittime di quella strage. Oltre a loro ci sono anche il Comune di San Marco in Lamis, la Regione Puglia e l’associazione contro le mafie “Libera”. Il legale di Caterino, l’avvocato Giulio Treggiari, si è opposto alla richiesta dei tre enti “in quanto non colpiti direttamente a tal punto da chiedere un risarcimento” ma il giudice, dopo una breve consultazione, ha respinto l’eccezione avanzata dalla difesa.

Treggiari ha inoltre svelato di aver svolto un’indagine privata, accompagnato da un filmmaker, per dimostrare l’impossibilità da parte di Caterino di pedinare il maggiolone “New Beetle” con dentro il boss e suo cognato vista la tortuosità della pedegarganica. Stando alle indagini, Caterino alla guida di una Fiat Grande Punto, avrebbe fatto “da staffetta” per favorire l’agguato da parte dei killer i quali lo avrebbero seguito a bordo di una Ford C-Max poi ritrovata bruciata. “È impossibile seguire una macchina a un chilometro di distanza. Il fatto che ci fosse un’auto staffetta non avrebbe prodotto alcun risultato. Quindi c’è bisogno di una ricostruzione diversa di questo agguato”, ha detto Treggiari ai microfoni.

Le pendrive prodotte dall’avvocato saranno integrate al fascicolo del pm della DDA che è Luciana Silvestris. Nominato anche il perito incaricato di trascrivere le captazioni ambientali: si tratta del dottor Gallo. Prossima udienza fissata al 30 settembre. Si prevedono 58 testi compreso il pentito Carlo Magno.

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Treggiari dinanzi alla cella con all’interno Caterino
Tags: garganoLucianimafiaRomitostrage San Marco
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