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Home - L’appello del sindaco di Cagnano: “Presidente Conte, servono rinforzi nella nostra terra”. Annunciato il Pala Di Gennaro

L’appello del sindaco di Cagnano: “Presidente Conte, servono rinforzi nella nostra terra”. Annunciato il Pala Di Gennaro

Di Redazione
16 Aprile 2019
in Cronaca
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Un prima e un dopo. Cagnano Varano non sarà la stessa, ha detto il sindaco Costanzucci in Cattedrale a San Severo per l’ultimo saluto al maresciallo Vincenzo Di Gennaro, ucciso sabato 13 aprile a Cagnano Varano.
“Sabato mattina si è superato il livello di guardia. Presidente Conte servono rinforzi nella nostra terra”, è stato il commento del sindaco garganico che ha annunciato la volontà di intitolare il Palazzetto dello Sport alla memoria del carabiniere ucciso. Sarà il Pala Di Gennaro.
Molto commosso il ricordo del sindaco di San Severo, Francesco Miglio amico del maresciallo sin dalle elementari.
“Quelle istituzioni che tu hai servito sono qui a renderti l’onore che meriti. Il senso del servizio ti ha portato alla morte, San Severo, la tua famiglia, gli amici, il gruppo Scout San Severo 3 ti piangono. Non doveva e poteva finire così la vita di questo servitore dello Stato. È uno spunto di riflessione per le istituzioni: questi ragazzi non possono essere lasciati soli con la loro divisa e con il loro senso del dovere”.

E rivolto al feretro del maresciallo ha continuato: “Eri un ragazzo buono, altruista, non dimenticare i tuoi familiari. Aiuta papà Gino a sopportare questo dolore e Stefania a non rinunciare alla voglia di vivere”.
Parole fortissime e sentite quelle del Comandante dell’Arma, Giovanni Nistri. “Il maresciallo c’è sempre nei piccoli centri. Che voi istituzioni siate qui, dà forza al nostro servizio. Abbiamo letto tanto di Vincenzo, suo padre ha detto: Non perderò mai la fiducia nello Stato. Signor Gino, a nome di tutta l’Arma devo ringraziarvi perché la certezza nella grandezza dello Stato sono i valori che avete trasmesso a Vincenzo. Uno dei momenti più difficili è ricordare i caduti. È l’ottava volta che mi trovo a dover commemorare uno di noi: è un dovere a cui non ci si può sottrarre ma a cui non ci si abitua. È difficile quando si deve ricordare colleghi che impegnano la loro vita spesso essendo dileggiati. La storia professionale di Vincenzo è semplice perché a quasi 23 anni ha fatto una scelta: è entrato alla scuola marescialli a Firenze. Poi in un’altra terra dura in Calabria a Mirto, dove è stato per 10 anni e dove ho avuto il privilegio di averlo tra i miei collaboratori. Una storia semplice, ma in questa semplicità c’è Vincenzo”.

E ancora ha proseguito: “Tre cose posso dire di Vincenzo: era un uomo profondamente fedele, un uomo di fede che credeva in San Padre Pio, nella famiglia e nella propria squadra, la Juventus. Ricorrono parole come animo semplice, umiltà, la vera umiltà che non è esibita, non è auto esaltazione ma quello che deve essere. Semplicità e umiltà servono per delineare la sua qualità principale che è la coerenza. Una coerenza data da 23 anni, un’età in cui alcuni stanno ancora nel letto o scelgono la strada sbagliata. La scelta di coerenza di Vincenzo lo ha condotto ad andare per la strada giusta. Essere carabinieri vuol dire rispetto e non prevaricazione, correttezza e non inganno, onestà. Essere carabinieri significa essere onesti dentro, prima ancora che fuori, e non scegliere il proprio tornaconto. Era un figlio e da figlio si faceva trattare. Era un figlio e agiva con umiltà ed è stato un figlio per i propri genitori che ha rispettato fino in fondo, un figlio di questa terra che conosceva fino in fondo. È stato un figlio della nostra Arma dei Carabinieri”.
E ai parenti ha assicurato: “Voi sarete sempre con noi, non vi lasceremo ben sapendo che non potremo sostituirci a chi non c’è più”.

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Tags: Cagnano VaranoContesindaco CostanzucciVincenzo Di Gennaro
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