Il fragore dei fuochi d’artificio, poi il fumo e infine le fiamme che hanno avvolto la pineta costringendo centinaia di turisti alla fuga via mare. È il racconto di Angelo Savoia, ospite del villaggio turistico Baia di Manaccora, tra i testimoni del violento incendio che domenica ha devastato circa 150 ettari di bosco nel Gargano.
La sua testimonianza, raccolta da Repubblica Bari, alimenta una delle ipotesi al vaglio degli investigatori: quella secondo cui il rogo potrebbe essere stato provocato dall’esplosione di petardi durante un festeggiamento privato, forse un compleanno o un onomastico, nel giorno di Sant’Anna.
Un riferimento ai fuochi d’artificio uditi poco prima delle fiamme era stato fatto anche dalla titolare della casa vacanze, “Villacelest” in un’intervista a l’Immediato proprio negli attimi subito successivi al rogo.
“Siamo scappati in mare con i bambini”
Savoia, tedesco di origini italiane, era in vacanza con la moglie e i loro tre figli, due gemelli di due anni e una bambina di un anno.
“Abbiamo sentito prima i fuochi d’artificio. E poi abbiamo visto le fiamme”, racconta. “Non appena abbiamo capito quello che stava succedendo siamo corsi in spiaggia e siamo saliti su un gommone e poi da lì in un’altra imbarcazione più grande. I piccoli piangevano, io sono caduto in acqua. Ma alla fine ci hanno portati a Peschici, in una scuola, dove siamo stati fino alle 21”.
Secondo Repubblica Bari, la stessa ipotesi era già stata riferita dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosa Barone e sarebbe ora all’attenzione dei carabinieri forestali, impegnati a ricostruire l’origine dell’incendio.
“Abbiamo rischiato la vita”
Le operazioni di spegnimento sono proseguite senza sosta anche nella notte tra domenica e lunedì. Più di cento operatori, tra vigili del fuoco, carabinieri, volontari della Protezione civile e personale di Arif, hanno lavorato per impedire che il fronte del fuoco raggiungesse nuove aree della Foresta Umbra.
Il comandante provinciale dei vigili del fuoco Giulio Capuano ha raccontato i momenti più critici vissuti durante l’intervento.
“Noi abbiamo rischiato la vita”, ha dichiarato. “Abbiamo vissuto un momento molto difficile verso le due di notte. La strada provinciale 53 è stata utilizzata come una precese, abbiamo aspettato che il fuoco salisse dalla zona dei campeggi verso la collina e poi lo abbiamo bloccato sulla strada. A un certo punto le fiamme erano veramente alte, ci passavano sopra. Questi sono incendi di chioma. Con tanta acqua e tanto lavoro siamo riusciti a tenere basse le fiamme in maniera che non si propagassero nella parte superiore”.
Lo scontro con il fuoco è proseguito fino alle cinque del mattino, con l’impiego di quattro Canadair e degli elicotteri della Protezione civile. Solo successivamente è stato possibile avviare le operazioni di bonifica.
Canadair in azione sulla Foresta Umbra
Anche ieri, sulla spiaggia di Manaccora, il rombo dei Canadair ha accompagnato la giornata dei turisti. Gli aerei hanno effettuato continui rifornimenti d’acqua in mare per poi riversarla sulle aree ancora interessate dai focolai.
L’intervento aereo si è rivelato particolarmente complesso perché l’altezza delle conifere impediva all’acqua di raggiungere efficacemente la base degli alberi.
“Sono conifere, particolarmente vulnerabili e facili a infiammarsi”, ha spiegato a Repubblica Bari il direttore del Parco Nazionale del Gargano Vincenzo Totaro, ricordando come quello sia il terzo grande incendio che colpisce quell’area negli ultimi vent’anni.
Il ricordo del rogo del 2007
L’incendio ha riportato alla memoria il dramma del 2007, quando, nella stessa zona, un vasto rogo costò la vita ai fratelli Carmela e Romano Fasanella, di 81 e 71 anni, e a Domenico De Nittis, deceduto alcuni giorni dopo per le gravissime ustioni riportate.
Tra i turisti c’è chi ha rivissuto quelle ore di paura. Roberto Gabetti, consulente finanziario di Dogliani, frequenta il Gargano da quarant’anni insieme alla moglie.
“Quel giorno era un caldo asfissiante, vedemmo una fiumana di gente allontanarsi e rimanemmo in acqua perché l’aria era irrespirabile. Ieri abbiamo rivisto quel film e abbiamo avuto paura”, racconta.
Una turista milanese ricorda invece i momenti dell’evacuazione: “Quando è scoppiata l’allerta tanta gente si è diretta verso la strada, ma si rischiava di fare la fine del topo”.











