Emergono i primi elementi ufficiali sulla morte di Francesco Forzieri, il 33enne originario di Lucera trovato senza vita nelle acque del porto di Ibiza nella notte del suo compleanno. L’autopsia eseguita presso l’Istituto di medicina legale dell’isola spagnola ha escluso segni di violenza sul corpo e l’assunzione di sostanze stupefacenti, mentre ha evidenziato un elevato consumo di alcol. L’esame ha inoltre confermato che il decesso è avvenuto per annegamento.
A riportarlo è Repubblica Bari, secondo cui gli investigatori attendono ora l’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona portuale per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.
L’ipotesi della caduta accidentale
Forzieri lavorava come cameriere in un ristorante di Ibiza, dove si era trasferito lo scorso maggio per la stagione estiva. Secondo la ricostruzione riportata da Repubblica Bari, la sera della tragedia era in servizio nel locale e, allo scoccare della mezzanotte, avrebbe festeggiato il suo compleanno stappando una bottiglia di prosecco. Da quel momento si sarebbero perse le sue tracce.
Il corpo è stato ritrovato intorno alle 4.30 del mattino di lunedì nella zona di Es Botafoc, nel porto di Ibiza. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti resta quella di una caduta accidentale in mare dopo i festeggiamenti, anche se dovrà essere chiarito se il 33enne fosse solo oppure in compagnia.
L’ultima telefonata alla madre
Sempre secondo Repubblica Bari, nulla lasciava presagire la tragedia. Il giovane attraversava un periodo sereno e il giorno prima della morte aveva telefonato alla madre, come era solito fare quotidianamente per rassicurare la famiglia.
Aveva già programmato il rientro in Italia per festeggiare il compleanno del nipote e stava lavorando anche a un nuovo album musicale, la cui pubblicazione era prevista per ottobre.
Musicista oltre che cameriere
Oltre all’attività di cameriere, Francesco Forzieri coltivava la passione per la musica. Con il nome d’arte Jdf faceva parte del gruppo hip hop The Black Dogtz di Rodi Garganico.
Prima dell’esperienza a Ibiza aveva lavorato per sette anni in Francia e per un breve periodo anche a Bruxelles, sempre nel settore della ristorazione.
La famiglia a Ibiza per il rimpatrio della salma
Nelle scorse ore la madre, il fratello Antonio e una cugina hanno raggiunto Ibiza per seguire le pratiche necessarie al rimpatrio della salma.
Come riferito da Antonio Forzieri a Repubblica Bari, la famiglia è stata assistita dal Consolato italiano, che ha già avviato gli incontri con le autorità locali per ottenere il certificato di morte, il nulla osta al rimpatrio e recuperare gli effetti personali del giovane.
Una volta completate le procedure previste dalla magistratura spagnola, i funerali saranno celebrati nella Cattedrale di Lucera.













