Sono diventate definitive le condanne per il tentato omicidio dell’imprenditore edile foggiano Antonio Fratianni. Nella mattinata di oggi la squadra mobile di Foggia ha dato esecuzione ai provvedimenti di carcerazione emessi dalla Procura generale presso la Corte d’Appello di Bari nei confronti dei cinque imputati condannati per il tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso e per il possesso ingiustificato di armi.
L’esecuzione segue la decisione della Corte di Cassazione – anticipata ieri da l’Immediato – che ha reso irrevocabile la sentenza della Corte d’Appello di Bari, intervenendo esclusivamente sulla rideterminazione delle pene per quattro imputati e confermando nel resto l’impianto della decisione.
L’agguato sventato al casello autostradale
I fatti risalgono al 26 giugno 2022, quando, secondo la ricostruzione investigativa, un commando composto da tre uomini e diretto da uno dei vertici della batteria Sinesi-Francavilla, appartenente alla cosiddetta Società foggiana, aveva pianificato l’omicidio di Fratianni.
L’imprenditore avrebbe dovuto essere ucciso nei pressi del casello autostradale dell’A14 di Foggia mentre rientrava da Brindisi insieme alla moglie. Altri due complici, secondo l’accusa, erano appostati su una scala esterna di un casolare diroccato con il compito di osservare i movimenti della vittima e fornire supporto al gruppo di fuoco.
Il piano, preparato da giorni nei minimi dettagli, fu però bloccato grazie al tempestivo intervento della Polizia di Stato, che riuscì a impedire l’esecuzione dell’agguato.
Le condanne definitive
La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la condanna di Emiliano Francavilla, ritenuto esponente di vertice della batteria Sinesi-Francavilla, a 8 anni e 8 mesi di reclusione, rigettando il suo ricorso.
Per Giuseppe Sonnino, Giovanni Consalvo, Antonio Lanza e Mario Lanza, invece, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio, rideterminando le pene.
Sonnino dovrà scontare 6 anni, 7 mesi e 10 giorni di reclusione; Consalvo 5 anni, un mese e 10 giorni; Antonio Lanza 4 anni, 9 mesi e 10 giorni; Mario Lanza 4 anni, 5 mesi e 10 giorni.
Uno dei destinatari del provvedimento si trovava già detenuto nel carcere di Parma, mentre nei confronti di un altro il provvedimento eseguito oggi comprende anche un cumulo di pene per precedenti reati contro il patrimonio.
Il movente ricostruito nel processo
Nel corso del procedimento, Emiliano Francavilla aveva ammesso di aver progettato l’omicidio dell’imprenditore, spiegando di aver agito per vendicare il ferimento del nipote.
Il riferimento è alla sparatoria del 2 marzo 2022 avvenuta a Nettuno, in provincia di Roma, nella quale Antonio Fratianni, successivamente condannato per quei fatti, ferì Antonello Francavilla, fratello maggiore di Emiliano, all’epoca agli arresti domiciliari, e il figlio minorenne.
Secondo la ricostruzione emersa nel processo, l’episodio era maturato nell’ambito di un contenzioso legato a un prestito di circa 600mila euro destinato a operazioni immobiliari a Foggia.
L’esecuzione dei provvedimenti
Con l’esecuzione dei cinque ordini di carcerazione da parte della Squadra Mobile si conclude definitivamente il procedimento penale relativo al tentato omicidio di Antonio Fratianni, uno degli episodi più significativi della recente contrapposizione tra l’imprenditore e il clan Sinesi-Francavilla, sullo sfondo delle dinamiche della criminalità organizzata foggiana.












