La FIALS Foggia lancia un duro attacco contro il Piano triennale del fabbisogno di personale (PTFP) 2024-2026 del Policlinico Riuniti di Foggia, approvato dalla Giunta regionale pugliese. Secondo il sindacato, il provvedimento, pur rappresentando formalmente un via libera, introdurrebbe vincoli tali da impedire le assunzioni necessarie a colmare le croniche carenze di organico.
A esprimere la posizione della sigla sindacale è il segretario provinciale Achille Capozzi, che definisce il piano “una scure” destinata a soffocare gli Ospedali Riuniti, accusando la Regione di privilegiare l’equilibrio dei conti rispetto alle esigenze della sanità pubblica.
“Rischiamo di compromettere i risultati raggiunti”
La FIALS evidenzia come il provvedimento arrivi in una fase positiva per la sanità pugliese. Richiamando i dati LEA 2024 del Ministero della Salute, il sindacato ricorda che la Puglia si è classificata prima tra le regioni del Mezzogiorno e decima in Italia per qualità dell’assistenza.
“Questi risultati storici sono il frutto del sacrificio estremo del personale – afferma Capozzi – ma si tratta di un equilibrio molto fragile. Se oggi la Regione blocca le assunzioni a Foggia, rischiamo di disperdere tutto ciò che è stato costruito. La qualità della sanità si garantisce con il lavoro degli operatori, non con i soli vincoli di bilancio”.
Le criticità denunciate dal sindacato
Nel comunicato la FIALS individua tre aspetti principali del piano regionale ritenuti particolarmente critici.
Il primo riguarda il turn over, che il sindacato definisce “mascherato”: subordinare le assunzioni stabili del 2026 alla sostenibilità economica autonoma del Policlinico significherebbe, secondo la FIALS, limitare di fatto l’ingresso di nuovo personale.
La seconda criticità riguarda la riduzione del ricorso al lavoro flessibile. Per il sindacato, i tagli ai contratti a termine priverebbero l’ospedale di uno strumento indispensabile per affrontare emergenze e sostituzioni legate a maternità, malattie e ferie, aumentando ulteriormente il carico di lavoro del personale in servizio.
Infine, la FIALS contesta il divieto di istituire nuove unità operative senza il preventivo via libera della Regione, ritenendo che questa scelta riduca l’autonomia gestionale del Policlinico e ne rallenti lo sviluppo.
Pronto lo stato di agitazione
Il sindacato critica inoltre un sistema che, a suo avviso, valuta i direttori generali principalmente sulla capacità di contenere la spesa, piuttosto che sulla qualità dell’organizzazione e delle cure offerte ai cittadini.
Per questo motivo la FIALS annuncia di essere pronta a proclamare lo stato di agitazione del personale qualora Regione e vertici aziendali non aprano in tempi rapidi un tavolo di confronto finalizzato a rivedere i tetti di spesa e consentire nuove assunzioni.












