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Home - Mafia e riciclaggio, smantellata la rete delle sale slot dei clan Parisi e Strisciuglio: arresti e sequestri

Mafia e riciclaggio, smantellata la rete delle sale slot dei clan Parisi e Strisciuglio: arresti e sequestri

Operazione della Direzione distrettuale antimafia di Bari e della Guardia di finanza. Oltre cento gli indagati: secondo l'accusa i proventi del traffico di droga venivano ripuliti attraverso videolottery, sale slot e società del settore giochi

Di Redazione
13 Luglio 2026
in Apertura, Bari
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È stata smantellata una presunta rete criminale che avrebbe utilizzato sale scommesse, sale slot e videolottery per riciclare i proventi delle attività illecite dei clan mafiosi Parisi, Strisciuglio e, in parte, Velluto. Si è conclusa con 23 misure cautelari e sequestri di beni per oltre 60 milioni di euro la maxi operazione della Direzione distrettuale antimafia di Bari e del Gico della Guardia di finanza, coordinata dal procuratore Roberto Rossi e dal pubblico ministero Lanfranco Marazia, con il supporto dello Scico.

Il provvedimento, firmato dal gip Antonella Cafagna, ha interessato le province di Bari, Bat, Brindisi, Taranto e Roma. L’inchiesta coinvolge complessivamente oltre cento indagati e ricostruisce un articolato sistema di riciclaggio che, secondo l’accusa, sarebbe stato attivo tra il dicembre 2012 e il novembre 2019.

Il sistema di riciclaggio attraverso videolottery e scommesse

Secondo gli investigatori, i profitti derivanti soprattutto dal traffico di sostanze stupefacenti sarebbero stati reinvestiti nel settore del gioco legale, utilizzato come schermo per ripulire denaro di provenienza illecita e generare ulteriori guadagni.

Al centro del presunto meccanismo vi sarebbe anche l’utilizzo dei ticket vincenti delle videolottery. Nell’ordinanza cautelare, composta da 1.959 pagine, la Dda sostiene che le vincite, anche di migliaia di euro, venissero formalmente attribuite a soggetti ritenuti vicini ai clan, così da giustificare la disponibilità di ingenti somme di denaro provenienti in realtà dalle attività criminali.

L’indagine ipotizza inoltre che ad alcuni titolari di esercizi commerciali nei quali erano installate le macchine da gioco venissero imposte precise condizioni da parte delle organizzazioni criminali, mentre in alcuni casi la gestione delle attività sarebbe stata affidata alle mogli di esponenti detenuti della criminalità organizzata.

Gli arresti e le altre misure cautelari

In carcere sono finiti Adolfo Antonicelli, Roberto Boccasile, Alessandro De Biasi, Carmelo Isaia, Antonio Monno, Debora Passaquindici, il commercialista Sergio Petrosino, Antonio Ripoli, Alessandro Snidar, detto “Snooker”, Antonio Snidar, Massimiliano Snidar e Angelo Alessio Virgilio.

Agli arresti domiciliari sono stati posti Angela Patrizia Antonicelli, Giuseppe Balenzano, Diego Bellizzi, Davide Patruno, Onofrio Romito, Annarita Snidar, Donato Snidar e Maurizio Viola.

Il gip ha inoltre disposto il divieto di esercitare attività imprenditoriale nei confronti di Francesco Lops ed Emanuele Lucarelli, mentre a Giuseppe Diamanti è stato imposto il divieto di ricoprire uffici direttivi.

Per altri tre indagati, Giampaolo Panza, Corrado Orciuolo e Domenico Cascarano, la decisione sulle eventuali misure cautelari è stata rinviata agli esiti degli interrogatori preventivi.

Sequestrate società e sale giochi

Tra i beni sottoposti a sequestro figurano diverse società operanti nel settore del gioco e dell’intrattenimento.

I sigilli sono stati apposti alla Millionaire Srl, che gestisce le omonime sale di Bari, Barletta, Casamassima, Trani e Monopoli, allo Snooker Bowling, alla Income Management e alla Target Work, società che gestisce le sale Vlt Qasbah e i centri Bowling Six Strike di Bari, Gioia del Colle e Casamassima.

Complessivamente il valore dei beni sequestrati supera i 60 milioni di euro.

Le accuse della Dda

Le contestazioni formulate dagli inquirenti riguardano, a vario titolo, il riciclaggio aggravato dall’agevolazione mafiosa.

Per la Direzione distrettuale antimafia, il settore delle videolottery e delle scommesse avrebbe rappresentato uno strumento attraverso il quale i clan baresi avrebbero ripulito il denaro proveniente dalle attività criminali, in particolare dallo spaccio di droga, sfruttando attività economiche apparentemente lecite per occultarne la reale provenienza.

L’indagine aveva avuto una prima svolta nel luglio 2020, quando la Guardia di finanza aveva eseguito una serie di perquisizioni nelle sedi delle società finite al centro dell’inchiesta.

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Tags: ArrestiBariClan Parisiclan strisciuglioDda BariGuardia di FinanzaLanfranco MaraziamafiariciclaggioRoberto Rossisale scommessesequestrivideolottery
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