L‘incendio che nei giorni scorsi ha interessato l’area dell’ex campo Rom di via San Severo continua ad alimentare il dibattito cittadino. A intervenire è Europa Verde Foggia, che in una nota esprime forte preoccupazione per quanto accaduto e sostiene che il rogo avrebbe potuto essere evitato attraverso interventi tempestivi di bonifica e messa in sicurezza dell’area.
Secondo l’associazione, il grave episodio riporta all’attenzione una situazione di degrado ambientale e sociale nota da tempo e più volte segnalata alle istituzioni.
“Una discarica a cielo aperto segnalata da anni”
Europa Verde ricorda come il WWF avesse denunciato da tempo la trasformazione dell’area in una discarica a cielo aperto, caratterizzata dalla presenza di accumuli di rifiuti di varia natura e da condizioni abitative estremamente precarie.
Un contesto che, secondo l’associazione, sarebbe stato ulteriormente aggravato dalla presenza di minori costretti a vivere in una situazione di forte marginalità sociale e degrado ambientale.
“Quanto accaduto, con ogni probabilità, poteva essere evitato con interventi tempestivi: bonifica dell’area, rimozione dei rifiuti e superamento di una situazione che non poteva continuare a essere ignorata”, si legge nella nota.
I dubbi sui monitoraggi dell’aria
Europa Verde solleva inoltre interrogativi sulle attività di monitoraggio ambientale successive all’incendio, facendo riferimento a quanto riportato da un quotidiano regionale riguardo ai rilievi effettuati da ARPA Puglia.
Secondo l’associazione, le misurazioni sarebbero state eseguite a circa tre chilometri e mezzo dal luogo del rogo, presso la sede dell’agenzia regionale, circostanza che viene giudicata insufficiente per valutare con precisione le possibili ricadute ambientali dell’incendio.
Per questo motivo vengono chiesti chiarimenti sui punti esatti di campionamento, sulle modalità e sulle tempistiche delle analisi effettuate, oltre che sugli eventuali controlli previsti su terreni, vegetazione, ceneri e altre matrici ambientali nelle zone più vicine all’area interessata dalle fiamme.
La richiesta di una rete più efficiente
Nel documento viene evidenziata anche quella che Europa Verde definisce una criticità strutturale della città: la carenza di una rete adeguata di monitoraggio della qualità dell’aria.
Secondo l’associazione, Foggia continua a non disporre di strumenti sufficienti per garantire controlli rapidi e puntuali in occasione di emergenze ambientali, incendi o situazioni potenzialmente pericolose per la salute pubblica.
Le richieste alle istituzioni
Europa Verde Foggia chiede quindi a Comune di Foggia, ARPA Puglia, Regione Puglia e alle altre autorità competenti di procedere con urgenza alla bonifica completa dell’area interessata, prevenire il ripetersi di situazioni analoghe, tutelare le persone più fragili e i minori presenti nella zona e realizzare verifiche ambientali approfondite dopo il rogo.
Tra le richieste figura anche il potenziamento stabile della rete di monitoraggio della qualità dell’aria sul territorio cittadino.
“La salute dei cittadini, la tutela dell’ambiente e la dignità delle persone devono diventare una priorità concreta e continuativa, non un tema da affrontare soltanto dopo l’ennesima emergenza”, conclude l’associazione.












