La provincia di Foggia è tra quelle che hanno registrato le maggiori difficoltà economiche in Puglia negli ultimi quindici anni. È quanto emerge dal rapporto “L’economia della Puglia” presentato oggi a Bari dalla Banca d’Italia, che analizza l’andamento del valore aggiunto, dell’occupazione e delle retribuzioni tra il 2007 e il 2023.
Secondo lo studio, mentre la Puglia nel complesso ha fatto registrare una crescita dell’1,1% del valore aggiunto, la provincia di Foggia ha segnato un calo del 3,5%, risultando tra le realtà più penalizzate della regione.
Foggia tra le province in maggiore sofferenza
L’analisi di Bankitalia evidenzia come il territorio foggiano abbia risentito soprattutto della contrazione nei settori delle costruzioni e dei servizi, fattori che hanno inciso negativamente sulla crescita economica provinciale.
Peggio di Foggia ha fatto soltanto Taranto, che ha registrato una flessione del 5,1%, legata anche alle difficoltà del comparto siderurgico. In territorio negativo anche Brindisi, con un calo dell’1,1%.
Di segno opposto i dati delle province di Bari, Lecce e Barletta-Andria-Trani, che hanno beneficiato in particolare della crescita del settore terziario.
Bari locomotiva della regione
La provincia di Bari è quella che ha registrato il risultato migliore con un incremento del valore aggiunto del 5,8%, sostenuto soprattutto dall’andamento dei servizi.
Anche Lecce (+1,7%) e la Bat (+1%) hanno mostrato segnali positivi grazie all’espansione del comparto terziario.
Sempre Bari si distingue per il maggiore aumento dell’occupazione, accompagnato da una ridotta diminuzione della produttività e da un calo demografico contenuto rispetto ad altre aree della regione.
Produttività e calo della popolazione
Nel rapporto viene evidenziato come Foggia e Taranto abbiano subito in misura maggiore gli effetti della diminuzione della produttività e della riduzione della popolazione residente.
Due elementi che, secondo Bankitalia, hanno contribuito a rallentare la crescita economica dei territori e ad amplificare le difficoltà già presenti in alcuni comparti produttivi.
Retribuzioni in diminuzione e meno sportelli bancari
L’analisi della Banca d’Italia mette in luce anche una riduzione delle retribuzioni reali. Tra il 2008 e il 2023 i salari in Puglia sono diminuiti del 9,8% a prezzi costanti.
La flessione è stata determinata inizialmente dalla diminuzione delle ore lavorate per occupato, mentre negli ultimi anni il fenomeno è stato aggravato dall’inflazione, che ha inciso sul potere d’acquisto delle retribuzioni.
Sul fronte bancario, infine, nel 2025 il numero degli sportelli operativi in Puglia è sceso a 916 unità, venti in meno rispetto all’anno precedente. I comuni serviti da almeno uno sportello sono passati da 191 a 189 e, nell’arco di dieci anni, la rete bancaria regionale si è ridotta di quasi un terzo.











