Editoriale di Davide Grittani, per gentile concessione del Corriere del Mezzogiorno – Puglia.
Doveva essere l’amministrazione del rilancio dopo lo scioglimento per mafia di quella precedente (5 agosto 2021), invece la prima giunta comunale pugliese guidata dal campo largo e stata un’agonia dal primo giorno di mandato (27 ottobre 2023). Solo una politica improvvisata poteva pensare di perpetuare l’equivoco alla base dell’individuazione di Maria Aida Episcopo, ex responsabile dell’ufficio scolastico provinciale e da ieri ex sindaca di Foggia.
Pescata come un jolly dall’europarlamentare Cinque Stelle Mario Furore, battezzata come «la donna giusta al posto giusto» dal leader Giuseppe Conte, Episcopo non è mai stata né la sindaca del Pd né la sindaca dell’alleanza.
Sempre a corto di empatia, la prescelta del Movimento è riuscita a sbagliare un rigore senza portiere. Dopo la tolleranza che si concede ai debuttanti, la coalizione le ha chiesto di nuotare senza braccioli in una piscina per bambini. E pur disponendo di 150 milioni di euro di liquidità, è caduta preda della specialità della casa del vecchio centrosinistra, oggi campo largo: veleni, rivendicazioni, incompetenze fatte passare per strategie, autocommiserazioni via social, campagne di comunicazione incomprensibili (leggendaria quella delle “circolari”, ovvero i bus cittadini). Una solitudine accentuata da una manifesto impaccio amministrativo, che Episcopo ha provato a edulcorare con la politica dei grandi eventi, a proposito dei quali Adriano Aragozzini diceva «si può organizzare un concerto di Vasco Rossi nel Sahara, e magari riempirlo, ma il giorno dopo torna deserto».
Il fallimento della prima giunta pugliese del campo largo non riguarda solo Foggia. Investe i Cinque Stelle e il conclamato deficit di non saper scegliere i suoi interpreti. Interroga il Partito democratico sulla fragilissima tenuta dell’alleanza, che si basa sulla necessità di opporsi alle destre senza però alcuna idea condivisa. Ma in Italia nulla è definitivo, soprattutto le dimissioni (Episcopo può ritirarle entro 20 giorni, cucendo una toppa più grande del buco). Comunque vada a finire, nella storia di una città in cerca d’autore, rimarrà il tentativo di dipingere una parete grande con un pennello grande. Bastava meno, bastava guardarsi intorno.












