La crisi politica che scuote il Comune di San Severo continua ad alimentare il dibattito cittadino. A intervenire è il consigliere di opposizione ed ex candidato sindaco Angelo Masucci, che in una nota prende posizione sul possibile commissariamento dell’ente e sulle trattative in corso per evitare la fine anticipata della consiliatura.
Secondo Masucci, il ricorso a un commissario prefettizio non rappresenterebbe necessariamente un danno per la città, soprattutto alla luce delle tensioni emerse negli ultimi mesi all’interno della maggioranza.
“Il commissario garantisce continuità amministrativa”
Nel suo intervento il consigliere respinge l’idea secondo cui il commissariamento debba essere considerato una sciagura per San Severo.
“Il commissario prefettizio sostituisce sindaco, giunta e consiglio comunale garantendo continuità amministrativa e pieno funzionamento dell’ente”, afferma.
Secondo Masucci, opere pubbliche, finanziamenti, bandi e attività amministrative continuerebbero regolarmente il proprio percorso anche in presenza di una gestione commissariale.
Le tensioni nella maggioranza
L’esponente dell’opposizione richiama poi le vicende che hanno caratterizzato gli ultimi due anni di amministrazione.
Masucci ricorda il cambio di cinque assessori, l’avvicendamento alla presidenza del Consiglio comunale, le dimissioni di un consigliere di maggioranza e le recenti tensioni esplose durante l’ultima assise cittadina.
Elementi che, a suo giudizio, rendono difficile garantire quella serenità istituzionale necessaria alla guida della città.
Il nodo dei numeri in Consiglio
Particolarmente critica è la valutazione sull’ipotesi di una maggioranza che possa reggersi su tredici consiglieri.
Per Masucci si tratterebbe di una soluzione estremamente fragile, destinata a garantire soltanto una sopravvivenza politica precaria.
Nel mirino finisce anche l’eventualità che il presidente del Consiglio comunale possa diventare determinante per mantenere in vita la maggioranza.
“Il presidente è una figura istituzionale chiamata a garantire imparzialità e terzietà. Costringerlo a votare sistematicamente per sostenere la maggioranza significherebbe snaturarne il ruolo”, sostiene.
Il precedente della caduta di Savino
Masucci interviene anche sul dibattito relativo alle eventuali firme congiunte tra esponenti politici appartenenti a schieramenti differenti per provocare la fine anticipata della consiliatura.
A sostegno della sua tesi richiama un precedente della politica cittadina.
L’ex candidato sindaco ricorda infatti che Leonardo Lallo firmò per la decadenza dell’allora sindaco Gianfranco Savino e successivamente intraprese un percorso politico autonomo, candidandosi a sua volta alla guida della città, mentre altri firmatari sostennero Francesco Miglio.
“Chi firma insieme per determinare la fine di una consiliatura non è obbligato ad avere un futuro politico comune”, evidenzia.
“Serve stabilità, non accordi di sopravvivenza”
Nella parte finale del suo intervento, Masucci si interroga su quale sia oggi il vero rischio per San Severo.
“È davvero una sciagura un commissario prefettizio oppure è una sciagura trascinare ancora la città dentro una crisi politica senza fine?”, chiede.
Per il consigliere di opposizione la priorità dovrebbe essere quella di restituire stabilità, credibilità e serenità amministrativa all’ente.
“San Severo ha bisogno di rispetto delle istituzioni e non di una maggioranza tenuta artificialmente in vita alla continua ricerca di numeri sempre più fragili”, conclude.











