Una città intera che si ferma, si raccoglie in preghiera e subito dopo esplode tra fuoco, adrenalina e tradizione. A San Severo è il giorno della Festa del Soccorso, il momento più atteso dell’anno, quello che trasforma il centro cittadino in un gigantesco teatro popolare dove sacro e profano convivono senza confini.
Sin dalle prime ore del mattino migliaia di persone hanno invaso le strade della città per prendere parte ai festeggiamenti in onore della Madonna del Soccorso, patrona amatissima dai sanseveresi insieme ai santi Severino abate e Severo vescovo.
La processione e la devozione popolare
Il cuore religioso della festa è rappresentato dalla lunga processione guidata dal vescovo Giuseppe Mengoli, che ha accompagnato le statue sacre tra le vie cittadine gremite di fedeli, pellegrini e visitatori arrivati da tutta Italia.
Canti, preghiere, fazzoletti sventolati dai balconi e il profumo dell’incenso hanno scandito il passaggio della Madonna dal volto scuro, simbolo di protezione e identità per intere generazioni di sanseveresi.
“La festa delle feste”, la definiscono in città. Un appuntamento che va oltre il rito religioso e che ogni anno richiama migliaia di persone attratte da una celebrazione unica nel suo genere.
Il fuoco delle batterie
Ma la Festa del Soccorso è famosa soprattutto per il suo elemento più spettacolare: le batterie pirotecniche. Lunghissime sequenze di mortaretti e petardi che esplodono ininterrottamente lungo il percorso processionale, creando muri di fumo, boati assordanti e piogge di scintille.
San Severo è considerata la capitale mondiale delle batterie e proprio attorno a questo rito si muove la figura simbolo della festa: il fujente, letteralmente “colui che corre”.
La corsa dei fujenti
Quando le batterie vengono accese, decine di fujenti iniziano a correre a pochi centimetri dalle esplosioni, attraversando il fumo e le scintille in una sorta di danza rituale che mescola coraggio, devozione e appartenenza popolare.
Per chi arriva da fuori può apparire come un gesto estremo. Per i sanseveresi rappresenta invece identità, tradizione e una scarica di adrenalina che si tramanda da generazioni.
Quest’anno, tra i protagonisti della festa, anche alcuni fujenti arrivati dalla Spagna, ulteriore conferma della notorietà internazionale raggiunta da un evento che continua ad attirare curiosi e appassionati da tutta Europa.
Una tradizione che divide e affascina
Negli anni la Festa del Soccorso ha spesso acceso il dibattito pubblico tra chi la considera patrimonio culturale da preservare e chi invece critica l’impatto delle batterie in termini di sicurezza e rumore.
Ma a San Severo, almeno per un giorno, ogni discussione sembra lasciare spazio alla forza della tradizione. Una tradizione viscerale, rumorosa e profondamente identitaria che continua a rappresentare l’anima più autentica della città.









