Più tasse regionali per coprire il buco della sanità pugliese. La Regione Puglia si prepara ad aumentare l’addizionale regionale Irpef per i contribuenti con redditi superiori ai 15mila euro annui, con rincari mensili che varieranno da poco più di 4 euro fino a oltre 66 euro per le fasce più alte.
Il piano sarà presentato dal governatore Antonio Decaro al ministero della Salute nella sua veste di commissario ad acta per il risanamento del sistema sanitario regionale.
Il deficit sanitario da 350 milioni
L’intervento fiscale servirà a coprire parte del deficit accumulato nel 2025 da Asl e aziende ospedaliere pugliesi, quantificato in circa 350 milioni di euro.
Secondo le stime della Regione, l’aumento dell’addizionale Irpef dovrebbe garantire un gettito di circa 241 milioni di euro. Restano esclusi dagli aumenti i contribuenti con redditi fino a 15mila euro annui.
Quanto aumenteranno le tasse
L’impatto medio mensile varierà in base agli scaglioni di reddito. Per i redditi compresi tra 15mila e 28mila euro l’aumento medio sarà di circa 4,17 euro al mese. Per chi dichiara tra 28mila e 50mila euro annui l’incremento medio salirà a 19,33 euro mensili.
L’aumento più consistente riguarderà invece i redditi tra 50mila e 100mila euro, con una maggiore tassazione media pari a 66,62 euro al mese.
Decaro: “Lo faccio con la morte nel cuore”
Il governatore pugliese ha parlato apertamente della difficoltà politica della scelta.
“Non sono felice per questi aumenti, lo faccio con la morte nel cuore ma mi assumo la responsabilità di chiudere il passato”, ha dichiarato Decaro. Il presidente della Regione ha anche replicato alle polemiche politiche nate attorno all’aumento della pressione fiscale. “La vergogna non può essere a Regioni alterne”, ha detto, sostenendo che altre amministrazioni regionali abbiano già aumentato le tasse pur continuando a registrare deficit sanitari.
“Il riparto nazionale è insufficiente”
Secondo Decaro, il problema sarebbe legato soprattutto all’aumento della spesa sanitaria non compensato adeguatamente dalle risorse statali.
“La Puglia non è tra le peggiori”, ha sottolineato il governatore. “A fronte di una spesa sanitaria che aumenta, il riparto è insufficiente”. Il piano della Regione sarà ora sottoposto all’esame del ministero della Salute nell’ambito del percorso di riequilibrio finanziario del sistema sanitario pugliese.









