La vicenda che riguarda il futuro di Michele Emiliano tra il possibile ritorno in magistratura e l’ipotesi di una consulenza al Senato si arricchisce di un nuovo capitolo. Secondo quanto riferito da La Gazzetta del Mezzogiorno, nelle ultime ore sarebbe emersa una possibile soluzione ai rilievi tecnici che avevano bloccato l’iter davanti al Consiglio superiore della magistratura.
La questione sarà nuovamente affrontata lunedì dalla terza commissione del Csm, presieduta da Marcello Basilico, dopo che nei giorni scorsi l’organismo aveva evidenziato criticità nella pratica relativa alla richiesta avanzata dal Senato per avvalersi della consulenza giuridica dell’ex presidente della Regione Puglia sul fronte lavoro.
Il nodo del consulente già presente
Dopo i precedenti tentativi andati a vuoto durante la presidenza regionale di Antonio Decaro, questa volta sarebbe stato direttamente Palazzo Madama a chiedere la collaborazione di Emiliano con la Commissione Lavoro presieduta da Tino Magni.
L’istruttoria della pratica, però, avrebbe fatto emergere inizialmente una serie di documenti mancanti e successivamente un ulteriore ostacolo: la commissione avrebbe già un magistrato consulente e non potrebbe quindi averne un secondo contemporaneamente.
Da qui l’orientamento negativo emerso nella scorsa riunione della terza commissione del Csm.
L’ipotesi per superare l’impasse
Secondo La Gazzetta del Mezzogiorno, nelle ultime ore sarebbero però intervenuti contatti politico-istituzionali per tentare di superare il problema.
L’ipotesi allo studio prevederebbe lo spostamento dell’attuale magistrato consulente della Commissione Lavoro alla Commissione Antimafia, liberando così il posto destinato a Emiliano.
Una soluzione che dovrebbe comunque essere formalizzata attraverso il voto e una delibera della terza commissione del Csm.
L’alternativa: il ritorno in magistratura
Nel caso in cui il Consiglio superiore della magistratura dovesse confermare l’impossibilità normativa dell’incarico parlamentare, resterebbe aperta la strada del rientro in magistratura.
In quel caso Emiliano verrebbe convocato a Palazzo dei Marescialli per una audizione preliminare al reintegro in toga. Secondo indiscrezioni, il magistrato barese avrebbe indicato come destinazioni gradite la Direzione nazionale antimafia o il tribunale di Benevento.
“Per me rientrare in magistratura è la cosa più bella del mondo”, avrebbe confidato Emiliano nelle ultime ore ad alcune persone a lui vicine.
Sempre secondo il quotidiano pugliese, l’ex governatore avrebbe anche raccontato di aver provato nuovamente la toga, riscoprendone “il fascino”.
Il caso politico dentro il Pd
Sul piano politico, la vicenda continua però a generare tensioni e imbarazzi all’interno del Partito Democratico, anche a livello nazionale.
La gestione degli accordi successivi al ritiro della candidatura di Emiliano alla Regione avrebbe infatti alimentato polemiche e critiche, soprattutto per il continuo scambio di lettere e richieste indirizzate al Csm.
Una dinamica che, secondo le ricostruzioni riportate da La Gazzetta del Mezzogiorno, rischierebbe di rafforzare nell’opinione pubblica la percezione di una gestione partitocratica delle istituzioni.
Nel frattempo restano “cordiali ma non appassionati” i rapporti tra Emiliano e Decaro. I due si sarebbero confrontati anche sul delicato tema del disavanzo della sanità pugliese e sulle possibili misure di riequilibrio finanziario che la Regione presenterà nelle prossime ore.












