Una precisazione netta per ribadire la totale estraneità al processo “Giù le mani”. Attraverso una nota inviata a “l’Immediato”, l’ex sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi interviene dopo l’articolo pubblicato il 13 maggio scorso sull’udienza del procedimento in corso davanti al Tribunale di Foggia.
Nel documento viene sottolineato come Riccardi “non sia mai stato imputato, né indagato, né sentito a qualsiasi titolo dagli organi inquirenti” nell’ambito dell’inchiesta.
Il riferimento emerso durante l’udienza
Nel corso dell’udienza, l’ex amministratore unico dell’Ase Raphael Rossi aveva riferito di un colloquio avuto con Riccardi, sostenendo che l’allora sindaco gli avrebbe detto che “si stava fidando delle persone sbagliate”, lasciando intendere – secondo il racconto del teste – che avrebbe invece dovuto fare riferimento a Michele Fatone, tra gli imputati del processo.
Un passaggio che aveva riportato il nome dell’ex primo cittadino all’interno della ricostruzione dibattimentale, pur senza alcun coinvolgimento giudiziario diretto.
Secondo quanto evidenziato nella nota, il fatto che il nome dell’ex sindaco compaia “incidentalmente” nella narrazione di una deposizione testimoniale “non può in alcun modo essere letto come un coinvolgimento, neppure indiretto, in vicende di carattere penale”.
“Nessun comportamento scorretto”
Nel comunicato si affronta anche il riferimento ai rapporti con Raphael Rossi.
Riccardi ribadisce di “non aver mai tenuto alcun comportamento antigiuridico né inopportuno” nei confronti dell’ex dirigente della municipalizzata, aggiungendo che qualsiasi ricostruzione differente “sarebbe priva di fondamento”.
La nota precisa inoltre che l’ex sindaco avrebbe sempre operato “nell’interesse della collettività e del buon andamento della pubblica amministrazione”, nel rispetto dei principi di legalità, imparzialità e trasparenza.
“Mai sentito dagli inquirenti”
Nel documento viene anche evidenziato che nessuna autorità giudiziaria avrebbe mai richiesto l’audizione di Riccardi nel processo “Giù le mani” né in altri procedimenti penali come indagato, imputato o persona informata sui fatti.
La nota si conclude con la riserva di valutare eventuali iniziative a tutela dell’onore e della reputazione dell’ex sindaco, che – viene sottolineato – compare nelle sedi giudiziarie esclusivamente “in qualità di persona offesa” in procedimenti nei quali sarebbe vittima di reati.












