Partono i lavori di rifunzionalizzazione del Bacino Alti Fondali di Manfredonia, infrastruttura considerata strategica per la logistica delle energie rinnovabili e per lo sviluppo della cantieristica navale nel Mezzogiorno.
L’intervento, annunciato da Piloda Group attraverso la divisione Building, dovrebbe concludersi entro la metà del 2027 e prevede il completo ammodernamento del pontile offshore lungo circa 2,5 chilometri.
Lavori senza fermare il porto
Una delle particolarità del progetto riguarda le modalità operative. Per la prima volta in Italia e nel Sud, infatti, le lavorazioni verranno eseguite senza smantellare integralmente la struttura esistente e senza interrompere le attività portuali.
Questo consentirà al porto di continuare a operare durante i cantieri, garantendo in particolare la movimentazione delle componenti eoliche destinate ai parchi della Puglia.
Nuovi impalcati metallici
Il piano prevede la sostituzione delle componenti in calcestruzzo armato ormai deteriorate e considerate non più recuperabili, attraverso l’installazione di nuovi impalcati metallici di ultima generazione.
Secondo quanto spiegato dai promotori dell’intervento, il progetto rappresenta un tassello fondamentale per rafforzare il sistema logistico e marittimo dell’area.
Il ruolo strategico per le energie rinnovabili
Il Bacino Alti Fondali di Manfredonia viene indicato come uno snodo strategico per la filiera delle energie rinnovabili, soprattutto per il trasporto e lo scarico delle grandi componenti utilizzate nei parchi eolici.
L’intervento punta inoltre a creare nuove opportunità per l’intera filiera della cantieristica navale regionale.
Coinvolto un protagonista del Mose
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Piloda e Nautilus, azienda specializzata nelle costruzioni marittime.
A guidare l’intervento c’è anche Massimo Paganelli, ingegnere noto per aver partecipato al progetto Mose di Venezia e alla rigenerazione del porto di Augusta.
“Aver interpretato correttamente questa priorità nazionale ha significato investire con decisione nella cantieristica del Sud, con particolare attenzione ai poli di Napoli e della Puglia”, ha dichiarato Paganelli.
“Elevata complessità tecnica”
Sul piano operativo, il project manager di Piloda, Antonio Di Palo, ha evidenziato la complessità dell’intervento.
“Il livello di complessità è molto elevato – ha spiegato – ma siamo riusciti a garantire la continuità operativa del porto senza interrompere le attività di scarico delle componenti eoliche”.











