Nuovo scontro politico a Foggia sul Centro comunale di raccolta in costruzione in via Domenico Antonio Patroni. Il Movimento “Cambia”, attraverso il consigliere comunale Nunzio Angiola e il dirigente Antonio Cicconetti, attacca duramente l’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo, accusandola di aver confermato “in modo acritico e codardo” un progetto ereditato dalla gestione commissariale.
Nel mirino del movimento c’è la prosecuzione dei lavori per il CCR, definita “una vomitevole eredità” che rischierebbe, secondo gli esponenti di Cambia, di compromettere ulteriormente la qualità della vita dei residenti della zona.
“Un quartiere già segnato dal degrado”
Secondo Angiola e Cicconetti, il quartiere sarebbe già fortemente penalizzato dalla presenza del traliccio-ripetitore ex Sip-Telecom, definito nel comunicato “un ecomostro”, oltre che dal degrado legato agli insediamenti di fortuna presenti in via De Petra.
“L’amministrazione preferisce aggiungere degrado al degrado”, affermano i rappresentanti di Cambia, denunciando anche l’abbattimento di alberi ad alto fusto e la cementificazione di un’area verde.
Il movimento sostiene inoltre che il nuovo centro di raccolta sorgerà troppo vicino alle abitazioni e all’ex scuola dell’infanzia Don Luigi Sturzo, che secondo gli esponenti politici potrebbe invece essere valorizzata come spazio educativo o centro di aggregazione giovanile.
Le critiche sulla viabilità e sulla sicurezza
Nel comunicato vengono evidenziate anche criticità legate al traffico e alla sicurezza stradale. Via Patroni, spiegano Angiola e Cicconetti, sarebbe già interessata da intensi flussi veicolari dovuti alla presenza del Tribunale di Foggia, dei parcheggi della zona e del traffico proveniente da viale degli Aviatori.
Secondo il movimento, l’insediamento del CCR aggraverebbe ulteriormente la situazione sotto il profilo dell’inquinamento acustico e della viabilità, anche in considerazione della vicinanza di un distributore di carburante.
“Esistono siti alternativi”
Cambia contesta anche la scelta localizzativa del progetto, sostenendo che esistano aree alternative più idonee. Tra le ipotesi indicate figurano gli spazi demaniali retrostanti il Tiro a Segno, le aree comunali vicine al Campo Scuola Coni e alla Figc, oltre ad altre zone adiacenti al Tribunale.
“Non ci sono scuse: quella in corso è un’operazione di pura prepotenza istituzionale”, accusano Angiola e Cicconetti.
Richiesto l’intervento del Prefetto
Il Movimento “Cambia” chiede ora la sospensione immediata dei lavori e annuncia l’intenzione di sollecitare l’intervento del Prefetto affinché venga individuato un sito alternativo.
“Non permetteremo che la Giunta si lavi le mani dietro le scelte dei Commissari Straordinari”, dichiarano gli esponenti del movimento. “Il quartiere ha già pagato un prezzo troppo alto in termini di qualità della vita”.











