Secondo giorno di sciopero della fame per i segretari territoriali del comparto sanitario davanti a Casa Sollievo della Sofferenza, a San Giovanni Rotondo. La protesta si intensifica proprio alla vigilia di un appuntamento simbolico e atteso: l’arrivo del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, che celebrerà la messa per il 70° anniversario della fondazione dell’ospedale voluto da San Pio.
La protesta dei sindacati
I rappresentanti sindacali hanno deciso di portare avanti una forma di mobilitazione estrema per denunciare il mancato rinnovo del contratto e una gestione ritenuta inadeguata. Da due giorni presidiano l’area antistante la struttura sanitaria, chiedendo risposte immediate.
Al centro della protesta non solo le questioni contrattuali, ma anche una critica diretta ai vertici dell’ospedale. I sindacati chiedono apertamente un cambio nella governance, con particolare riferimento alla figura del direttore generale.
Le accuse al direttore generale
Durissime le parole pronunciate dai rappresentanti dei lavoratori, che annunciano l’intenzione di portare le proprie istanze anche all’attenzione del Vaticano.
“Chiederemo a Parolin le dimissioni dell’intero cda, e nello specifico del direttore generale, una persona alquanto fredda e cinica. Il direttore non ha capito che questo suo comportamento porta alla morte dell’economia non solo di Casa Sollievo ma dell’intera Capitanata”.
Un attacco frontale che evidenzia il livello di tensione raggiunto e che rischia di trasformare una vertenza sindacale in un caso di rilevanza istituzionale.
L’attesa per la visita del cardinale
La presenza del cardinale Parolin, prevista per celebrare una ricorrenza importante per la storia dell’ospedale, assume ora anche un valore simbolico nel contesto della protesta. I sindacati vedono nella visita un’occasione per far arrivare la propria voce ai vertici della Santa Sede.
Casa Sollievo della Sofferenza, da sempre punto di riferimento sanitario e religioso per il territorio, si trova così al centro di una fase delicata, tra celebrazioni ufficiali e tensioni interne che chiedono risposte concrete.









