Un territorio sotto pressione, conteso tra diverse organizzazioni criminali e con una presenza delle forze dell’ordine ancora insufficiente. È il quadro tracciato alla gazzetta del mezzogiorno, dal questore della Bat ed ex capo della squadra mobile di Foggia, Alfredo Fabbrocini, che annuncia l’arrivo di un presidio fisso di Polizia a Bisceglie a partire da giugno.
“Due criminalità sullo stesso territorio”
“La provincia di Barletta-Andria-Trani è oggi sotto l’attacco di due criminalità”, spiega Fabbrocini. A nord, quella foggiana e cerignolana; a sud, quella barese. Un doppio fronte che rende più complesso il controllo del territorio e aumenta il senso di insicurezza tra i cittadini.
“Parliamo di aree spesso sprovviste di presidi stabili – aggiunge – dove i controlli diventano difficili da garantire con continuità ed efficacia”.
Nuovo presidio a Bisceglie
La risposta arriva con l’attivazione, annunciata da tempo anche in sede di Commissione Antimafia, di un presidio fisso della Polizia di Stato a Bisceglie, una delle città più colpite dai recenti episodi di violenza.
Il servizio sarà avviato in forma sperimentale per il periodo estivo, grazie alla collaborazione del Comune che metterà a disposizione i locali. “Saremo più presenti sul territorio e potremo operare in sinergia con le altre forze di polizia”, sottolinea il questore.
Una provincia con pochi presidi
Attualmente la Bat conta solo quattro presidi fissi della Polizia di Stato: la Questura di Andria e i commissariati di Barletta, Trani e Canosa. Una presenza giudicata insufficiente rispetto alle esigenze di sicurezza del territorio.
Lo scorso anno era stato attivato anche un presidio mobile a Margherita di Savoia, ma restano scoperte diverse aree, soprattutto lungo l’asse ofantino.
Le zone scoperte
“In particolare – evidenzia Fabbrocini – manca ancora una presenza stabile nelle città di Margherita di Savoia, San Ferdinando e Trinitapoli, che confinano con il Foggiano”. Zone strategiche, spesso attraversate da dinamiche criminali complesse.
Il nuovo presidio di Bisceglie rappresenta quindi un primo passo, ma non sufficiente. “Continueremo a lavorare per rafforzare la copertura del territorio”, assicura il questore.
Una sperimentazione da valutare
Dopo i primi tre mesi di attività, saranno effettuate valutazioni per decidere se rendere definitivo il presidio. L’obiettivo è consolidare una presenza stabile in una zona considerata sensibile.
Un segnale concreto in una fase in cui la sicurezza nella Bat resta una priorità, tra episodi di violenza e l’avanzata di gruppi criminali non autoctoni che stanno ridefinendo gli equilibri del territorio.













