Un episodio grave, che accende i riflettori sul clima politico e sociale a Manfredonia. Durante l’ultimo Consiglio comunale, segnato dal dibattito sull’arrivo dei richiedenti asilo presso la Casa della Carità, l’assessora Maria Teresa Valente è stata vittima di una violenta aggressione verbale da parte di alcuni manifestanti.
Secondo quanto ricostruito, la seduta è stata più volte interrotta da un gruppo di persone presenti, in un contesto già teso. L’assessora, insieme ad altre figure istituzionali, si è avvicinata nel tentativo di riportare la calma. In quel momento sarebbe stata colpita da insulti di estrema gravità, tra cui una frase scioccante: “Ti auguro di essere violentata da uno straniero”.
L’aggressione e la condanna politica
Parole che hanno immediatamente suscitato indignazione e una ferma condanna trasversale. Le forze politiche firmatarie del comunicato parlano senza mezzi termini di “odio, intimidazione e violenza”, sottolineando come non si tratti di una semplice offesa ma di un attacco che supera ogni limite del confronto civile.
“Non esistono giustificazioni, né attenuanti”, si legge nella nota, che richiama la necessità di difendere i principi democratici e il rispetto delle persone, soprattutto quando impegnate nella vita pubblica.
Il clima e il tema migranti
L’episodio si inserisce in un contesto già delicato, legato alla gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo. Un tema che, come evidenziato nel comunicato, rischia di esasperare il confronto politico e sociale se affrontato con toni accesi e strumentalizzazioni.
Da qui l’appello a evitare ulteriori tensioni e a mantenere il dibattito entro i confini del rispetto reciproco, senza alimentare divisioni che possono degenerare in episodi come quello avvenuto in aula.
La solidarietà all’assessora Valente
All’assessora Maria Teresa Valente è stato espresso un sostegno pieno e senza ambiguità. “Non sei sola”, scrivono le rappresentanti politiche firmatarie, ribadendo l’impegno a difendere il diritto di partecipare alla vita politica “senza paura, senza ricatti, senza violenza”.
Un messaggio che va oltre il singolo episodio e che richiama un principio più ampio: nessuna donna deve essere esposta a minacce di questo tipo per le proprie idee.
L’appello ai cittadini
Infine, l’invito rivolto alla comunità: non restare indifferenti. Isolare comportamenti violenti e intimidatori viene indicato come un dovere collettivo, fondamentale per tutelare la qualità del confronto democratico.
Il comunicato è stato sottoscritto da Innocenza Starace per Europa Verde, Maria D’Ambrosio per CON Manfredonia, Antonietta D’Anzeris e Sara Delle Rose per Progetto Popolare, Michela Quitadamo per Molo 21 e Cecilia Simone, Rita Valentino e Paola Leone per il Partito Democratico.











