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Home - Foggia, Rolex pagato con bonifico falso: arrestati “Zainett” e figlio. Accuse di estorsione e sequestro

Foggia, Rolex pagato con bonifico falso: arrestati “Zainett” e figlio. Accuse di estorsione e sequestro

Indagine della squadra mobile su un raggiro da 21mila euro: la presunta vittima racconta minacce e violenze, gli indagati respingono tutto

Di Redazione
22 Aprile 2026
in Cronaca, Foggia
Bruno Carella

Bruno Carella

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Avrebbero minacciato e costretto un uomo a partecipare a una truffa ai danni di un acquirente romano per sottrargli un Rolex Daytona da 21mila euro. Per questo Bruno Carella, 50 anni detto “U’ Zainett”, e il figlio Mario Guglielmo Carella, 28 anni, entrambi foggiani, sono finiti in carcere su ordinanza del gip Cecilia Massarelli, su richiesta del pm Roberto Galli, eseguita dalla squadra mobile. È l’ennesima storia di orologi dopo quella del Patek Philippe di poche settimane fa.

Le accuse: stalking, estorsione e sequestro

Padre e figlio, già noti alle forze dell’ordine, sono accusati a vario titolo di stalking, estorsione, sequestro di persona e lesioni ai danni di un concittadino. Al solo Bruno Carella viene contestata anche la detenzione e ricettazione di una pistola “Kimar”, un’arma-giocattolo modificata per essere resa funzionante e sequestrata durante una perquisizione domiciliare.

Secondo l’impostazione accusatoria, i fatti si sarebbero protratti da settembre 2024 fino a febbraio 2025, culminando anche in un’aggressione in strada, quando i due avrebbero raggiunto la presunta vittima scendendo da una Maserati e colpendola con pugni.

La truffa del Rolex e le presunte minacce

Al centro dell’inchiesta c’è una truffa legata alla compravendita di un Rolex Daytona. La presunta vittima, un sorvegliato speciale con precedenti per truffa e con abilità informatiche, ha raccontato di essere stata inizialmente coinvolta come complice, salvo poi trasformarsi in vittima di minacce e violenze.

“Tuo figlio mi ha preso a schiaffi”. “Meglio gli schiaffi di mio figlio che una cinquantina di coltellate nella pancia da parte mia”: sarebbe questo uno degli episodi chiave riferiti dall’uomo agli investigatori.

Sempre secondo la denuncia, il 23 settembre 2024 sarebbe stato costretto a recarsi a Carsoli, in provincia dell’Aquila, dove insieme ai due indagati avrebbe incontrato un acquirente romano. In quell’occasione il venditore avrebbe consegnato l’orologio convinto di ricevere un bonifico, poi risultato falso.

Da complice a vittima, la versione dell’accusa

Per la procura, il ruolo dell’uomo sarebbe cambiato nel tempo: da collaboratore consapevole della truffa a vittima di un’escalation di minacce, aggressioni e intimidazioni.

Gli inquirenti contestano anche episodi di sequestro di persona, sostenendo che in almeno due occasioni l’uomo sarebbe stato privato della libertà e costretto a seguire i due indagati, anche sotto la minaccia dell’arma.

Lo stalking, secondo l’accusa, si sarebbe protratto per mesi, causando nella presunta vittima un “perdurante e grave stato di ansia e paura”.

La difesa: “Nessuna violenza, solo una truffa condivisa”

I due indagati hanno respinto le accuse durante l’interrogatorio di convalida, sostenendo che non vi sarebbero state minacce, violenze o sequestri.

Hanno ammesso esclusivamente la truffa, ma come azione condivisa con la stessa parte offesa, che – secondo la loro versione – non sarebbe mai stata costretta né intimidita.

Una linea difensiva che contesta radicalmente la ricostruzione accusatoria, ritenuta poco credibile e basata sul racconto di un soggetto con precedenti per truffa.

Le indagini e gli elementi raccolti

La procura ritiene invece il racconto della presunta vittima attendibile e riscontrato da diversi elementi investigativi, tra cui filmati, testimonianze e analisi dei tabulati telefonici.

Determinante anche la perquisizione del 26 settembre 2024, quando a casa di Bruno Carella venne sequestrata la pistola modificata.

Il passato giudiziario

Il profilo di Bruno “Zainett” Carella è segnato da numerosi precedenti, tra arresti e procedimenti per droga, aggressioni e altri reati, alcuni dei quali conclusi con assoluzioni o ridimensionamenti delle accuse.

Nel corso degli anni è stato anche vittima di agguati armati, in due distinti episodi avvenuti tra il 2017 e il 2018, uno dei quali, ad opera del fratello Marco, costò la vita a un suo conoscente, il salentino Luigi De Rocco. Attualmente è imputato a piede libero in un processo per spaccio.

Anche il figlio Mario Guglielmo Carella ha precedenti: nel 2017 fu arrestato in flagranza per detenzione di una pistola.

Un quadro complesso che ora si arricchisce di nuove accuse gravi, su cui sarà il prosieguo dell’iter giudiziario a fare piena luce.

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Tags: ArresticronacaestorsioneFoggiaindaginirolex daytonaSequestro di personaSquadra MobileStalkingTruffa
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