Avrebbero minacciato e costretto un uomo a partecipare a una truffa ai danni di un acquirente romano per sottrargli un Rolex Daytona da 21mila euro. Per questo Bruno Carella, 50 anni detto “U’ Zainett”, e il figlio Mario Guglielmo Carella, 28 anni, entrambi foggiani, sono finiti in carcere su ordinanza del gip Cecilia Massarelli, su richiesta del pm Roberto Galli, eseguita dalla squadra mobile. È l’ennesima storia di orologi dopo quella del Patek Philippe di poche settimane fa.
Le accuse: stalking, estorsione e sequestro
Padre e figlio, già noti alle forze dell’ordine, sono accusati a vario titolo di stalking, estorsione, sequestro di persona e lesioni ai danni di un concittadino. Al solo Bruno Carella viene contestata anche la detenzione e ricettazione di una pistola “Kimar”, un’arma-giocattolo modificata per essere resa funzionante e sequestrata durante una perquisizione domiciliare.
Secondo l’impostazione accusatoria, i fatti si sarebbero protratti da settembre 2024 fino a febbraio 2025, culminando anche in un’aggressione in strada, quando i due avrebbero raggiunto la presunta vittima scendendo da una Maserati e colpendola con pugni.
La truffa del Rolex e le presunte minacce
Al centro dell’inchiesta c’è una truffa legata alla compravendita di un Rolex Daytona. La presunta vittima, un sorvegliato speciale con precedenti per truffa e con abilità informatiche, ha raccontato di essere stata inizialmente coinvolta come complice, salvo poi trasformarsi in vittima di minacce e violenze.
“Tuo figlio mi ha preso a schiaffi”. “Meglio gli schiaffi di mio figlio che una cinquantina di coltellate nella pancia da parte mia”: sarebbe questo uno degli episodi chiave riferiti dall’uomo agli investigatori.
Sempre secondo la denuncia, il 23 settembre 2024 sarebbe stato costretto a recarsi a Carsoli, in provincia dell’Aquila, dove insieme ai due indagati avrebbe incontrato un acquirente romano. In quell’occasione il venditore avrebbe consegnato l’orologio convinto di ricevere un bonifico, poi risultato falso.
Da complice a vittima, la versione dell’accusa
Per la procura, il ruolo dell’uomo sarebbe cambiato nel tempo: da collaboratore consapevole della truffa a vittima di un’escalation di minacce, aggressioni e intimidazioni.
Gli inquirenti contestano anche episodi di sequestro di persona, sostenendo che in almeno due occasioni l’uomo sarebbe stato privato della libertà e costretto a seguire i due indagati, anche sotto la minaccia dell’arma.
Lo stalking, secondo l’accusa, si sarebbe protratto per mesi, causando nella presunta vittima un “perdurante e grave stato di ansia e paura”.
La difesa: “Nessuna violenza, solo una truffa condivisa”
I due indagati hanno respinto le accuse durante l’interrogatorio di convalida, sostenendo che non vi sarebbero state minacce, violenze o sequestri.
Hanno ammesso esclusivamente la truffa, ma come azione condivisa con la stessa parte offesa, che – secondo la loro versione – non sarebbe mai stata costretta né intimidita.
Una linea difensiva che contesta radicalmente la ricostruzione accusatoria, ritenuta poco credibile e basata sul racconto di un soggetto con precedenti per truffa.
Le indagini e gli elementi raccolti
La procura ritiene invece il racconto della presunta vittima attendibile e riscontrato da diversi elementi investigativi, tra cui filmati, testimonianze e analisi dei tabulati telefonici.
Determinante anche la perquisizione del 26 settembre 2024, quando a casa di Bruno Carella venne sequestrata la pistola modificata.
Il passato giudiziario
Il profilo di Bruno “Zainett” Carella è segnato da numerosi precedenti, tra arresti e procedimenti per droga, aggressioni e altri reati, alcuni dei quali conclusi con assoluzioni o ridimensionamenti delle accuse.
Nel corso degli anni è stato anche vittima di agguati armati, in due distinti episodi avvenuti tra il 2017 e il 2018, uno dei quali, ad opera del fratello Marco, costò la vita a un suo conoscente, il salentino Luigi De Rocco. Attualmente è imputato a piede libero in un processo per spaccio.
Anche il figlio Mario Guglielmo Carella ha precedenti: nel 2017 fu arrestato in flagranza per detenzione di una pistola.
Un quadro complesso che ora si arricchisce di nuove accuse gravi, su cui sarà il prosieguo dell’iter giudiziario a fare piena luce.










