La campagna del pomodoro da industria in Puglia parte nel segno dell’incertezza. Mentre al Nord il prezzo è stato già fissato a marzo, nel Mezzogiorno manca ancora un accordo, con pesanti ricadute soprattutto per la provincia di Foggia, cuore produttivo del settore.
Il divario con il Nord e il peso della Capitanata
A lanciare l’allarme è Cia Agricoltori Puglia, che sottolinea come l’intesa sul prezzo del pomodoro da industria – pari a 137 euro a tonnellata nel Settentrione – non sia stata ancora raggiunta nel Centro-Sud, proprio mentre in Puglia sono già iniziate le operazioni di trapianto.
Una situazione che colpisce in modo diretto la Capitanata, che rappresenta il 90% della produzione regionale e circa il 35% di quella nazionale. Ma le criticità si estendono anche ad altri territori pugliesi, da Brindisi a Taranto, passando per Lecce e la Bat.
“Servono certezze per programmare”
Secondo Gennaro Sicolo, presidente di Cia Puglia, è necessario sbloccare rapidamente la trattativa con la parte industriale per definire un prezzo che garantisca la sostenibilità economica delle aziende agricole.
“Occorre superare questa fase di stallo e trovare quanto prima un accordo sul valore che deve essere riconosciuto ai produttori”, evidenzia, sottolineando come i costi di produzione al Sud siano significativamente più alti rispetto al Nord.
Un’incertezza che pesa proprio nel momento in cui gli agricoltori devono decidere se investire nella coltivazione: senza un prezzo di riferimento, infatti, diventa difficile pianificare.
Costi in aumento e margini ridotti
A complicare ulteriormente il quadro è l’aumento dei costi. Rino Mercuri, presidente di Cia Capitanata, parla di una situazione sempre più critica per le aziende del territorio.
“Senza un prezzo di riferimento i produttori non possono farsi i conti in tasca”, spiega, evidenziando come siano cresciuti i costi dell’acqua – anche a causa della riduzione dei metri cubi per ettaro decisa dal Consorzio di Bonifica della Capitanata – oltre a quelli dei concimi azotati e del carburante.
Un mix che rende sempre più difficile programmare le attività e garantire la redditività delle coltivazioni.
L’appello: chiudere subito l’accordo
Da qui l’appello di Cia Puglia a chiudere rapidamente le trattative, per dare certezze a un comparto strategico per l’economia agricola regionale e nazionale.
Senza un’intesa sul prezzo, il rischio è quello di compromettere l’intera campagna produttiva, proprio mentre gli agricoltori sono chiamati a sostenere costi sempre più elevati.












