Nuovi arresti nell’ambito del processo “Grande Carro”, uno dei filoni investigativi che negli ultimi anni hanno ricostruito gli assetti della Società foggiana. Questa mattina i carabinieri del Ros hanno eseguito cinque ordini di carcerazione emessi dalla Procura generale presso la Corte d’Appello di Bari nei confronti di altrettanti condannati, dopo che la sentenza è diventata definitiva.
Il 12 febbraio scorso la Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dagli imputati che avevano scelto il rito abbreviato, confermando le decisioni già adottate in primo e secondo grado dal Tribunale e dalla Corte d’Appello di Bari.
Le condanne definitive
Gli arresti riguardano Cristoforo Aghilar (classe 1983), già all’ergastolo per l’omicidio dell’ex suocera, condannato a 11 anni di reclusione, Vincenzo Buonavita (classe 1981), condannato a 8 anni e 10 mesi, Adriano Leone (classe 1986), condannato a 11 anni, Cono Morena (classe 1958), condannata a 6 anni 7 mesi e 10 giorni, e Michele Pelosi (classe 1970), condannato a 12 anni. Un sesto uomo, Franco Delli Carri detto “il malato”, uno dei principali imputati, nipote del boss Roberto Sinesi, attende solo l’esito dell’Appello limitatamente alla verifica della continuazione tra i reati e alla eventuale rideterminazione della pena. La colpevolezza resta confermata. Delli Carri è stato condannato a 7 anni e 8 mesi per mafia, estorsioni, truffa, armi, falso e trasferimento fraudolento di valori. Suo fratello Donato, ritenuto con lui al vertice del gruppo criminale, è invece a processo a Foggia con il rito ordinario.
Le accuse contestate a vario titolo riguardano associazione mafiosa armata, estorsione, detenzione illegale di armi ed esplosivi, danneggiamento aggravato e truffe per il conseguimento di erogazioni pubbliche, anche di fondi europei, tutte aggravate dal metodo mafioso.

La batteria Sinesi-Francavilla
Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari e condotte dal Ros di Bari insieme al Reparto tutela agroalimentare di Salerno, gli imputati farebbero parte della batteria “Sinesi-Francavilla”, articolazione della più ampia organizzazione mafiosa denominata Società foggiana.
Il gruppo, operativo a Foggia e nei comuni di Orta Nova, Ascoli Satriano e Cerignola, avrebbe sviluppato nel tempo anche proiezioni fuori regione, in particolare a Rimini e in alta Irpinia, oltre a contatti transnazionali in Romania, Repubblica Ceca e Bulgaria.
Le indagini hanno inoltre evidenziato una strategia criminale orientata sempre più verso settori economici ritenuti redditizi e meno esposti rispetto alle attività illegali tradizionali, in particolare l’imprenditoria legata al comparto energetico e agroalimentare, senza tuttavia escludere il ricorso alla violenza armata per mantenere il controllo del territorio.
Il processo ancora in corso
La sentenza definitiva rafforza il quadro giudiziario sull’esistenza e sull’operatività della batteria Sinesi-Francavilla, già riconosciuta da precedenti pronunce irrevocabili.
Parallelamente prosegue davanti al Tribunale collegiale di Foggia il processo con rito ordinario nei confronti di altri 19 imputati coinvolti nello stesso filone investigativo. Principale imputato Donato Delli Carri, noto a Foggia per la lunga condanna a lui inflitta per aver preso parte all’omicidio dell’imprenditore edile, Giovanni Panunzio nel lontano 1992.









