Per la prima volta nella sua lunga carriera giudiziaria, Rocco Moretti detto “il porco”, storico boss della “Società” foggiana, sarà sentito come testimone in un processo. La Corte d’Assise d’Appello di Bari ha accolto l’istanza del difensore di Giuseppe Albanese, “morettiano” doc e ha disposto la convocazione di Moretti insieme ad altri tre esponenti foggiani: Leonardo Lanza, Fabio Tizzano ed Ernesto Gatta.
I quattro dovranno essere interrogati quali testi di riscontro alle dichiarazioni rese il 15 ottobre 2025 dal collaboratore di giustizia viestano, Gianluigi “u’ minorenn” Troiano, nell’ambito del processo d’appello per l’omicidio di Rocco Dedda alias “il sombrero”, ucciso il 23 gennaio 2016 davanti alla propria abitazione, nel pieno della guerra tra i gruppi Moretti-Pellegrino-Lanza e i rivali Sinesi-Francavilla.
L’ergastolo ad Albanese e le accuse dei pentiti
Albanese, 46 anni, detto “Prnion”, è detenuto al 41 bis nel carcere di Parma. Il 7 luglio 2023 è stato condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Foggia per l’omicidio Dedda. A suo carico le dichiarazioni dei collaboratori Pietro Antonio Nuzzi, Carlo Verderosa e Raffaele Bruno, cui si sono aggiunte in appello quelle di Troiano e dell’ex capoclan Giuseppe Francavilla detto “Pino il capellone”.
Albanese ha sempre negato ogni responsabilità e attende l’esito del giudizio di secondo grado. È stato inoltre condannato a 20 anni in primo grado per il triplice tentato omicidio di Roberto Sinesi, figlia e nipotino, a 11 anni e 4 mesi per mafia e tentata estorsione nell’operazione “Decima Azione” e a 6 anni in appello per traffico di droga, processo “Araneo”.
Le rivelazioni di Troiano e il ruolo di Alessandro Moretti
Il pentito viestano ha raccontato di aver appreso in carcere, tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, che Albanese sarebbe stato uno dei due killer ripresi dalle telecamere subito dopo l’agguato a Dedda. Secondo Troiano, durante la detenzione nel carcere di Bari insieme ad esponenti del clan Moretti arrestati nell’operazione “Decima Azione”, tra cui Alessandro Moretti detto “Sassolin” questi gli avrebbe confidato che uno dei due uomini immortalati nei filmati fosse Albanese, riconosciuto dal modo di camminare.
Proprio Alessandro Moretti, nipote di Rocco, avrebbe dovuto testimoniare in appello su queste circostanze, ma è stato ucciso lo scorso 15 gennaio in un agguato mafioso a Foggia.
Ora la Corte ha deciso di sentire direttamente Rocco Moretti e gli altri tre detenuti per verificare quanto riferito da Troiano sulla convivenza in carcere e sui presunti dialoghi avvenuti tra affiliati.
Una stagione di sangue
L’omicidio Dedda si inserisce nella violenta faida che tra settembre 2015 e ottobre 2016 provocò dieci sparatorie, tre morti e undici feriti tra esponenti dei clan rivali.
La decisione della Corte di convocare come testimone uno dei boss storici della “Società” apre una fase delicata del processo d’appello, destinata a riaccendere l’attenzione su uno dei capitoli più sanguinosi della recente storia criminale foggiana.










