Dopo le battaglie sulle Zone 30, sui monopattini elettrici e sulla manutenzione delle strade, il movimento politico Cambia apre un nuovo fronte sulla sicurezza stradale a Foggia. Nel mirino finiscono i veicoli privi di assicurazione e chi guida senza patente o con patente revocata.
A intervenire è il consigliere comunale e segretario provinciale di Cambia, Nunzio Angiola, che parla di “una nuova e necessaria battaglia di civiltà”.
I numeri dei controlli
Angiola cita i dati relativi ai controlli effettuati dalla Polizia Locale nel mese di gennaio: su circa 400 verifiche, 34 veicoli sarebbero risultati privi di copertura assicurativa RCA e 5 conducenti avrebbero guidato senza patente o con patente revocata.
Secondo il consigliere, il fenomeno sarebbe però più ampio di quanto emerga dalle statistiche ufficiali, poiché molti veicoli irregolari continuerebbero a circolare senza essere intercettati.
836 incidenti nel 2025
Nel comunicato vengono richiamati anche i numeri degli incidenti stradali registrati nel 2025 a Foggia: 836 sinistri complessivi, di cui 460 con feriti, 9 mortali e 31 con omissione di soccorso.
Un dato, quello relativo alle omissioni di soccorso, che per Angiola non può essere sottovalutato. “Chi guida senza assicurazione ha spesso un incentivo in più a fuggire dopo un incidente, aggravando ulteriormente le conseguenze umane e penali dei sinistri”, afferma.
Il consigliere evidenzia inoltre come esista una quota di incidenti non denunciati che non rientrano nelle statistiche ufficiali.
“Controlli sistematici e sequestri immediati”
Cambia chiede controlli costanti e non sporadici, applicazione rigorosa delle sanzioni previste dalla legge e sequestro immediato dei veicoli irregolari. Nel mirino non solo le auto senza assicurazione, ma anche chi si mette alla guida senza titolo.
“Chi guida senza assicurazione o senza patente viola consapevolmente il patto minimo di convivenza civile e scarica i rischi sugli altri cittadini”, sottolinea Angiola, aggiungendo che le categorie più esposte restano pedoni, anziani, bambini e ciclisti.
Il movimento ribadisce la propria linea: “Stiamo dalla parte di chi rispetta le regole e pretende legalità. Su questo non trattiamo”.











