Il verde pubblico cittadino sta finalmente ricevendo segnali di attenzione dopo una lunga, pluridecennale fase di incuria diventata quasi una “normalità”. La gente se n’è accorta. Gli interventi di manutenzione nelle diverse zone della città, sono stati seguiti con interesse e soddisfazione. La stessa che ha legittimamente espresso l’assessore alle opere pubbliche di Manfredonia, Francesco Schiavone: “La manutenzione del verde pubblico non è più gestita in emergenza” ha affermato in una nota. “Abbiamo finalmente avviato – fa sapere – una programmazione costante, responsabile e strutturata, adeguata alla stagionalità delle piante, che avrà estensione in tutti i quartieri cittadini, compresa Siponto. Naturalmente – aggiunge – abbiamo varato un piano di tutela del verde mirato alla sicurezza, alla piantumazione di nuovi alberi e ad una programmazione razionale che restituisca a Manfredonia bellezza e ordine anche in questo settore”.
La nota è accompagnata da una dovizia di foto che mostrano le squadre comunali all’opera e i residui dell’approfondito sfalcio e delle opportune potature, accumulati per essere smaltiti. In effetti da qualche mese si è notato una efficace attenzione alla manutenzione del verde nelle sue variegate espressioni e concentrazioni: sfalcio dell’erba, potature, pulizia di aiuole e spazi verdi in diversi punti della città. Nulla di rivoluzionario, ma quel minimo indispensabile che per anni è mancato e che incide molto sulla percezione del decoro urbano evidenziato con continue denunce e lamentele sull’abbandono fastidioso e dannoso della vegetazione urbana. Siponto è diventato un cimitero di tronchi di alberi mozzati. C’è tanto da lavorare. Con questi interventi non è che si è risolto tutto: i danni sono troppo diffusi e ci vorrà un bel daffare per arrivare fino in fondo.
Naturalmente gli interventi, come annunciato, proseguono. E a tal proposito utili sono arrivate le segnalazioni di cittadini che suggeriscono laddove intervenire. Fra queste quelle riguardanti le chiome di alberi che coprono tanto le lampade dei lampioni stradali, quanto i pannelli dei segnali stradali molti dei quali illeggibili. E a proposito di pannelli stradali, ce n’è qualcuno (ad esempio quello di Largo Giosuè Di Vito Francesco) che più che indicare il luogo ove è stato inserito, ridotto in frantumi com’è, testimonia certo vandalismo incosciente.
Si è stabilita una collaborazione tra amministratori comunali e cittadini che promette bene e che preconizza, si spera, la stessa sensibilità anche per altri aspetti riguardanti il decoro pubblico. Non solo il verde curato restituisce con il decoro, dignità agli spazi pubblici ma esercita anche funzioni ambientali: riduce l’inquinamento atmosferico, mitiga la temperatura dell’aria, assorbe l’acqua piovana.
Un cambio di passo percepito dai cittadini che gradiscono e accompagnano. Una città come Manfredonia che punta sul turismo, qualità urbana, identità territoriale, cura del verde pubblico, non sono un dettaglio estetico, ma un servizio di base essenziale.
In questo contesto di attenzione al decoro della città nelle sue varie espressioni, è da registrare la ripulitura dell’atrio del chiostro di Palazzo dei Celestini, sede della Biblioteca comunale. Non si è trattato di spazzare della polvere bensì di rimuovere cumuli di sporcizia, detriti, rifiuti di ogni genere accumulati da anni, anche lì, di colpevole indifferenza.
Non si tratta di un “miracolo”, ma soltanto il doveroso ripristino di una normalità che era venuta meno. Ora però viene la parte più attesa: bandita l’emergenza occorre ora dimostrare la continuità annunciata, nella programmazione degli interventi in quei servizi ordinari nel contesto della decenza cittadina, e non solo del verde.













