La carenza di medici al Punto di Primo Intervento di Torremaggiore torna al centro dell’attenzione istituzionale e politica. Una criticità che, secondo l’amministrazione comunale, va avanti da mesi senza soluzioni concrete e che oggi assume contorni sempre più preoccupanti per un territorio che rappresenta un riferimento sanitario anche per diversi comuni limitrofi.
Le criticità già segnalate all’ASL e alla Regione
Già nell’agosto 2025, nel corso di una riunione in videoconferenza con il direttore generale dell’ASL Foggia Antonio Nigri, l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Piemontese e altri dirigenti dell’azienda sanitaria, l’amministrazione comunale aveva chiesto con urgenza interventi per fronteggiare le gravi difficoltà che interessano il PPI, il servizio 118, la Guardia medica e, più in generale, il Presidio territoriale di assistenza di Torremaggiore.
A distanza di mesi, però, la situazione non ha registrato miglioramenti significativi.
Medici insufficienti e servizi a rischio
Negli ultimi tempi il PPI di Torremaggiore è stato fortemente penalizzato dalla mancanza di due medici. A questo si aggiungono assenze frequenti dei medici di guardia, spesso per malattia, con conseguenze dirette sulla continuità del servizio e sull’assistenza ai cittadini. Una condizione che costringe molte persone a rivolgersi ad altri comuni per visite e prestazioni sanitarie di base.
Il nodo delle deroghe in scadenza
Il quadro rischia di peggiorare ulteriormente a partire dal 1° febbraio 2026. In quella data scadrà infatti il regime derogatorio che consente ai medici corsisti di Medicina generale, oggi impiegati nel servizio di continuità assistenziale, di superare il limite delle 96 ore mensili. Una scadenza che potrebbe ridurre ulteriormente il numero di professionisti disponibili, aggravando una situazione già definita critica.
Un presidio strategico per il territorio
Secondo il Comune, la situazione appare ancora più grave se si considera il ruolo di Torremaggiore come punto di riferimento sanitario per un bacino di utenza ampio, che include diversi centri del territorio. La riduzione dei servizi e la carenza di personale rischiano di compromettere il diritto alla salute di un’intera area.
Il Comune: “Decisioni che non dipendono da noi”
Il sindaco Emilio Di Pumpo, a nome dell’intera amministrazione comunale, sottolinea come le scelte organizzative spettino esclusivamente alla Regione Puglia e all’ASL Foggia, rispetto alle quali il Comune non dispone di strumenti diretti di intervento. Da qui il rammarico per una situazione che continua a penalizzare cittadini e operatori sanitari.
Convocata la Consulta della Salute
Per mantenere alta l’attenzione sul tema, l’amministrazione ha convocato per giovedì 8 gennaio un incontro con la Consulta della Salute del Comune di Torremaggiore. L’obiettivo è condividere le criticità del PPI e del PTA e continuare a sollecitare, in tutte le sedi istituzionali, risposte concrete e tempestive a tutela del diritto alla salute.













