L’apertura dello Slow Park viene accolta come un segnale positivo, frutto di una progettazione avviata anni fa e finalmente arrivata a compimento. Un intervento che può restituire socialità e respiro a un’area da tempo in difficoltà. Ma, secondo il gruppo Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia, questo non basta a colmare la distanza tra annunci istituzionali e la percezione quotidiana dei residenti, soprattutto sul fronte della sicurezza.
Presidi e sicurezza, tra annunci e realtà quotidiana
Nel comunicato diffuso dal gruppo Con si parla di presidi attivi dalle 8 alle 22, ma chi vive il quartiere racconta una realtà diversa. Secondo i residenti, quei presidi spesso terminano intorno alle 18 e si tratta quasi sempre di presenze statiche. Una presenza utile come deterrente visivo, ma insufficiente senza un pattugliamento dinamico, a piedi, su più strade contemporaneamente. Il degrado, sottolineano dal comitato, non resta fermo davanti a una pattuglia: si sposta di poche decine di metri.
A rafforzare le preoccupazioni c’è quanto accaduto solo poche settimane fa, con un accoltellamento nel centralissimo viale XXIV Maggio, preceduto da risse e momenti di forte tensione. Episodi che, secondo il gruppo, dimostrano come il tema sicurezza resti tutt’altro che risolto.
Videosorveglianza, uno strumento che deve prevenire
Bene anche il potenziamento delle telecamere, ma con una precisazione netta: la videosorveglianza deve servire prima, non solo dopo. Se il monitoraggio è in tempo reale, spiegano i residenti, può diventare uno strumento di prevenzione e di intervento tempestivo, non un semplice archivio consultato a fatti avvenuti.
Commercio e regole, il piano che manca
Il gruppo condivide l’idea, attribuita all’assessore De Santis, che il Quartiere Ferrovia non possa essere governato solo con misure emergenziali o esclusivamente sul piano della sicurezza. Accanto al controllo del territorio servono cultura, servizi e partecipazione. Ma c’è un nodo che, secondo il comitato, continua a essere ignorato: l’assenza di un vero piano del commercio.
Il quadro normativo esiste, a partire dal D.Lgs. 114/1998, ma non viene applicato in modo efficace. Continuare ad autorizzare l’apertura di esercizi “fotocopia” uno accanto all’altro, spiegano dal gruppo, alimenta concentrazioni, micro-assembramenti e degrado. Serve un controllo serio a monte delle licenze, nel rispetto del tessuto storico e culturale della zona.
Controlli uguali per tutti, senza ideologie
Il principio indicato è semplice: regole uguali per tutti. Ogni attività alimentare, italiana o straniera, è soggetta agli obblighi igienico-sanitari e ai protocolli HACCP previsti dal Regolamento CE 852/2004. Lo stesso vale per la sicurezza, la prevenzione incendi e l’affollamento dei locali, ambiti regolati anche attraverso i controlli dei vigili del fuoco.
Il gruppo richiama inoltre l’attenzione sull’uso improprio di alcuni locali commerciali trasformati di fatto in abitazioni o dormitori. In questi casi, sottolineano, non si tratta di opinioni ma di urbanistica, destinazione d’uso e sicurezza, ambiti disciplinati dal D.P.R. 380/2001.
La richiesta dell’Esercito e l’emergenza rifiuti
Per il comitato, il Quartiere Ferrovia e l’intera città di Foggia hanno bisogno immediato dell’Esercito. Una richiesta sostenuta da oltre 3.300 cittadini, con l’idea che la presenza militare, già sperimentata in molte città italiane, rappresenti un efficace supporto alle forze dell’ordine.
A questo si aggiunge l’emergenza rifiuti. L’eliminazione di alcuni punti di conferimento, avvenuta oltre un anno fa, ha provocato accumuli fuori controllo nelle aree limitrofe. Marciapiedi spesso impraticabili, con rifiuti abbandonati senza rispetto delle regole. Anche qui, secondo il gruppo, servono controlli mirati, verifiche sulle etichette e pattuglie in borghese.
Trasparenza, dati e collaborazione
In conclusione, il gruppo Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia riconosce i segnali di attenzione e gli interventi di riqualificazione, ma chiede una svolta basata su trasparenza e dati. Se i presidi sono davvero attivi dalle 8 alle 22, che vengano pubblicati report periodici. Se le ordinanze e i controlli funzionano, che siano resi noti i numeri.
La disponibilità alla collaborazione resta, ma con una convinzione chiara: i problemi non si risolvono con gli slogan. Servono lavoro costante, scelte concrete e un’azione condivisa tra Comune, forze dell’ordine, uffici competenti e cittadini.











