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Home - “Bolivia Connection”, dai doppi fondi del cinema alla realtà foggiana: la rotta della cocaina e il business degli albanesi

“Bolivia Connection”, dai doppi fondi del cinema alla realtà foggiana: la rotta della cocaina e il business degli albanesi

Come nel film “Il braccio violento della legge”, la droga viaggiava nascosta nelle auto. Emergono nuovi particolari sull’organizzazione che riforniva Foggia. Scovati autisti di pullman di linea e autotrasportatori compiacenti

Di Francesco Pesante
15 Dicembre 2025
in Cronaca, Foggia
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Nel celebre film “Il braccio violento della legge” (titolo originale “The French Connection”), con un grande Gene Hackman, la droga viaggiava nascosta nei doppi fondi delle auto, percorrendo la rotta da Marsiglia agli Stati Uniti. Una tecnica da grande schermo che, a distanza di decenni, torna drammaticamente attuale nelle carte dell’inchiesta dei carabinieri di Foggia sul traffico di cocaina che riforniva il capoluogo dauno e il Nord Italia.

La rete di spaccio e i nuovi dettagli

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, ha già portato all’arresto di 24 persone, ma nelle ultime ore sono emersi ulteriori particolari che delineano un’organizzazione strutturata, capace di muovere cocaina purissima e ingenti flussi di denaro. Lo stupefacente veniva occultato in auto dotate di doppi fondi e trasportato da corrieri dedicati lungo l’asse Nord-Sud.

Altri arresti e sequestri

Nel corso dell’esecuzione delle misure cautelari, i carabinieri hanno arrestato in flagranza altre due persone per detenzione di droga ai fini di spaccio, sequestrando circa 53mila euro in contanti e 900 grammi complessivi di hashish e cocaina. Un’ulteriore conferma della capillarità della rete criminale.

Il lupo in gabbia

Durante i controlli, in una zona rurale riconducibile a uno degli arrestati, è stato rinvenuto anche un lupo selvatico detenuto illegalmente all’interno di una gabbia. L’animale è stato affidato alle cure dei veterinari e trasferito in un centro di recupero di fauna selvatica, dove verrà seguito prima di un possibile rilascio in natura.

Il centro operativo a Foggia

Secondo gli inquirenti, il fulcro dell’organizzazione era un albanese di 36 anni, considerato il promotore del traffico, con Foggia come base operativa. La cocaina veniva acquistata all’ingrosso tramite connazionali radicati nel Nord Italia e poi immessa sul mercato locale. I profitti mensili stimati raggiungerebbero i 200mila euro.

Il collegamento con il Nord, il flusso di denaro e la Bolivia

I pedinamenti hanno permesso di individuare anche sette indagati residenti in provincia di Parma, che avrebbero dato vita a una rete autonoma di spaccio con un giro d’affari ancora più ampio. Il trasferimento dei proventi verso l’Albania avveniva anche grazie ad autisti di pullman di linea e autotrasportatori compiacenti. Uno di loro è stato fermato lungo la statale 16 subito dopo la consegna di 40mila euro in contanti.

Uno dei sequestri effettuato nel corso delle investigazioni, relativo a 2 chili di cocaina provenienti dalla Bolivia, avrebbe documentato l’elevata qualità dello stupefacente, risultato puro al 96% dalle successive analisi di laboratorio dei carabinieri.

Altri indagati

Oltre ai 24 arrestati, risultano indagate una decina di persone, che dovranno rispondere a vario titolo degli stessi reati. Per loro è previsto l’interrogatorio di garanzia come previsto da una recente normativa. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità saranno accertate in sede processuale.

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Tags: carabinieriCocainacriminalità organizzatacronaca giudiziariadoppi fondiFoggianarcotraffico
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