In riferimento al bando per accompagnatori di scuolabus, l’amministrazione comunale di Foggia precisa quanto segue: Il quadro normativo di riferimento, derivato dal combinato disposto degli articoli 35 e 36 del Decreto Legislativo 165/2001 e dell’art.24 del Decreto Legislativo 81/2015 (Jobs Act), sancisce il diritto di precedenza per i lavoratori assunti a tempo determinato, qualora entro i successivi dodici mesi dalla conclusione del contratto di lavoro l’amministrazione intenda assumere a tempo indeterminato.
Il Servizio Avvocatura l’1 settembre scorso ha precisato -attraverso una lettera inoltrata al dirigente del Servizio Personale, all’assessore al Personale e per conoscenza alla sindaca e al segretario generale- che “la procedura seguita è legittima”. Posizione ribadita dalla dirigente -sempre del Servizio Avvocatura- che con una lettera del 7 novembre appena scorso indirizzata al Presidente della Sesta Commissione Consiliare Territorio, precisa innanzitutto che “la procedura in esame non è una stabilizzazione, ma una modalità di assunzione ordinaria, sebbene derogatoria rispetto al concorso pubblico”. L’asserita violazione del 50 per cento dei posti che è contenuta nella Legge Madia, riferita però alla stabilizzazione, non è applicabile al caso posto in esame, ricorda ancora.
“Il legislatore ha voluto estendere in modo esplicito e specifico il diritto di precedenza a una ben definita categoria di lavoratori pubblici assunti tramite liste di collocamento per le qualifiche più basse” continua, sottolineando “la circostanza che l’esercizio del diritto di precedenza porti a coprire la quasi totalità dei posti, tutt’altro che lesiva di un limite previsto per un istituto diverso, è una mera conseguenza fattuale della legittima applicazione della legge (…): il diritto di precedenza, infatti, non sorge da una pattuizione contrattuale, ma direttamente dalla legge”.
“In assenza di una deroga del CCNL, il Comune è obbligato per legge a riconoscere tale diritto” continua. La conclusione della dirigente è chiara e inequivocabile: “l’applicazione del diritto di precedenza non solo è legittima ma è una misura prudenziale che tutela l’Ente da un contenzioso quasi certo da parte dei lavoratori che, vedendosi negato un diritto sorto ex lege, agirebbe in giudizio per ottenerne il riconoscimento e il risarcimento del danno” solo qualora non fosse rispettato il diritto di precedenza.
Qualsiasi altra interpretazione o ricostruzione su questa vicenda è distorta, fuorviante e non rispondente al vero.










