La Puglia si conferma una delle regioni più “giovani” d’Italia nel settore agricolo. Sono circa 5mila le aziende condotte da under 35, un numero che colloca il territorio tra i più dinamici del Paese insieme a Sicilia e Campania. A dirlo è l’indagine “Agri Under 35 – Coltiviamo il futuro”, realizzata dall’Istituto Piepoli per Confeuro, che ha analizzato il rapporto dei giovani italiani con il cibo, la produzione e il futuro del settore primario. I risultati, pubblicati da La Gazzetta del Mezzogiorno, mostrano una Puglia vitale, dove la terra resta una risorsa identitaria e un’opportunità concreta.
Un giovane su cinque sogna di fare l’agricoltore
Secondo l’indagine, il 15% dei giovani italiani sceglierebbe di lavorare in agricoltura se avesse strumenti e competenze adeguate. In Puglia la percentuale cresce fino al 20%, con picchi nelle aree interne e nel Salento. In sostanza, un giovane pugliese su cinque considera l’agricoltura non come un ripiego, ma come una scelta di vita. C’è poi un altro 40% che non esclude la possibilità di avviare un percorso nel settore: un dato che, per una regione tradizionalmente agricola, conferma la forza attrattiva del comparto e il desiderio di rinnovamento generazionale.
Tiso (Confeuro): “I giovani sono la chiave del futuro”
“Questa indagine – spiega Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – dimostra chiaramente che i ragazzi italiani, e in particolare quelli pugliesi, sono tutt’altro che disinteressati ai temi dell’alimentazione e dell’agricoltura. Al contrario, mostrano una sensibilità matura, una consapevolezza culturale e una visione ampia del rapporto tra uomo, natura, cibo e società”.
Per Tiso, i giovani sono una risorsa strategica per il futuro del settore primario: “La loro apertura all’innovazione e la loro attenzione alla qualità delineano un orizzonte fertile per costruire una nuova stagione dell’agricoltura. Agri Under 35vuole essere un punto di partenza, non di arrivo”.
Innovazione e professionalità spingono la nuova agricoltura
Il ricambio generazionale in Puglia non è solo una questione di numeri. Nel 2025, gli occupati under 35 nel settore agricolo crescono del 18% su base nazionale, in controtendenza rispetto agli altri comparti. Una tendenza che in Puglia si traduce in filiere sempre più strutturate e tecnologiche, grazie alla diffusione di pratiche di agricoltura di precisione, sensoristica e energie rinnovabili in azienda.
Zootecnia, tra nuove sfide e modelli sostenibili
Anche nella zootecnia regionale, la presenza di giovani imprenditori si fa sempre più marcata. Le aziende guidate da under 35 puntano su benessere animale, genetica e filiere latte-carne a valore aggiunto. Tuttavia, il comparto resta penalizzato da alti costi energetici e mangimistici, e dalla necessità di investimenti strutturali in stalle e logistica.
Una strategia nazionale per sostenere i giovani
“I risultati dell’indagine – ha concluso Tiso – saranno portati in Parlamento, alla Commissione Europea e al Commissario per l’Agricoltura Hansen. Servono politiche forti per sostenere la formazione, facilitare l’accesso alla terra e rimuovere gli ostacoli che oggi impediscono a migliaia di ragazzi di trasformare una vocazione in un’impresa”.









