Da ex macello comunale ad uno dei più interessanti hub sociali del centro sud Italia. Siamo a San Severo dove ormai sono stati ultimati i lavori della struttura che verrà inaugurata entro la fine dell’anno. Il progetto di recupero per l’ex macello di San Severo (Mosaico di San Severo) risponde ad un bando ambizioso che mira a trasformare un luogo abbandonato della città in una polarità urbana tesa all’inclusione sociale dei migranti. Il complesso, costituito da diversi volumi, rappresenta una corte chiusa caratterizzata dall’architettura tipica di tali funzioni pubbliche costruite a ridosso tra ‘800 e ‘900. Il macello comunale costruito agli inizi del ‘900 resta attivo fino al 1985 quando a causa delle scarse condizioni igienico sanitarie viene vietata la macellazione. Da allora in stato di abbandono. Nel dicembre 2021, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Miglio, pensò ad un piano di recupero indicendo un concorso di progettazione.
Ad aprile 2023 l’inizio dei lavori attraverso la progettazione dell’architetto Matteo Mazzamurro, la direzione dei lavori dell’arch. Carlo Lufrano e con l’esecuzione del restauro affidata all’impresa GMP Costruzioni. Il progetto intende recuperare e riqualificare il manufatto storico Ex Macello per realizzare uno spazio destinato all’ospitalità e inclusione sociale e lavorativa dei migranti. Il complesso, esteso su 6mila metri quadri di cui 2mila coperti, ospiterà 52 posti letto per accoglienza temporanea fino a 24 mesi secondo il modello dell’housing first, oltre a un capannone per la trasformazione agroalimentare, uno store con canali e-commerce, una sala ristorazione, aule formative, orti urbani e spazi verdi. Un modello che punta a inserire nel mondo del lavoro migranti regolari e cittadini in condizioni di disagio, con particolare attenzione al contrasto del caporalato. Ieri nei locali dell’ex macello, il primo focus group di valutazione d’impatto preventiva, condotto da NeXt – Nuova Economia per Tutti APS ETS.
Nei rinnovati locali dell’Ex macello si sono dati appuntamento oltre 50 persone, in rappresentanza di più di 20 realtà territoriali (tra le quali la Caritas Diocesana, Associazione Casa Sankara, il Baobab, Auser ODV, Sunuterra, Croce Rossa, Gentilezza è Cultura APS, Poliferie APS, Aranea Cons. Coop. Soc, Smile Puglia, Cooperativa Agape, Consorzio Mestieri Puglia, Esperti in Campo, Ciala Ebat, Umanità Nuova La Casa Dei Sogni APS, Anolf Puglia, UGL, FLAI-CGIL Foggia, UIL Foggia). Presente all’incontro anche Vitandrea Marzano della Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche Migratorie e Antimafia Sociale della Regione Puglia, a testimonianza della grande attenzione delle istituzioni sul processo di inclusione e di legalità per la popolazione immigrata.
L’obiettivo è duplice: preparare gli assi strategici di co-progettazione per la gestione delle attività e definire una valutazione d’impatto previsionale delle progettualità. Il confronto sarà fondamentale per costruire una filiera etica basata su contratti regolari, rispetto del CCNL e tracciabilità delle produzioni, fino alla creazione di un marchio etico territoriale. All’evento erano presenti gli assessori Raffaele Bentivoglio (Politiche sociali) e Francesco D’Antuono (Urbanistica) i quali hanno elogiato il lavoro fatto dalla precedente amministrazione, la struttura tecnica del Comune guidata dall’arch. Fabio Mucilli, il direttore della Caritas Diocesana, don Andrea Pupilla e il dirigente del Servizio Politiche Migratorie della Regione Puglia, Vitandrea Marzano. “San Severo con questo progetto si candida a diventare un hub sociale per l’accoglienza unico in Puglia e modello da esportare in tutta Italia”.
Sono molteplici dunque gli spunti emersi nel secondo focus group, tutti contraddistinti dalla voglia di ridare vita ad un bene comune dove pubblico, privato e società civile cooperano, che sia in grado di farsi centro e crocevia di incontri, di diventare tessuto per il nuovo abito dell’inclusione, che supera il ghetto e che combatte il caporalato. Con un investimento complessivo di oltre 4 milioni di euro (fondi del PON-POC Legalità 2014-2020), il recupero dell’ex macello rappresenta uno degli interventi più significativi di rigenerazione urbana della Capitanata.
A questo proposito, le realtà coinvolte si sono dette pronte a mettere a disposizione la propria competenza e la propria esperienza per una progettualità che solo insieme può diventare fattore di cambiamento e di generatività. L’incontro di oggi pone le basi per un percorso condiviso di costruzione di una governance capace di rappresentare la ricchezza del territorio in cui opera.












