Il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha condannato a tre anni e sei mesi di reclusione l’ex postulatore Nicola Giampaolo, originario della Puglia, riconosciuto colpevole del reato di calunnia nei confronti di padre Bogus Turek, sottosegretario del Dicastero delle Cause dei Santi, del cardinale Angelo Becciu e dello stesso Dicastero, rappresentato dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto.
La sentenza, emessa il 29 ottobre 2025, è stata resa pubblica attraverso un comunicato ufficiale del Dicastero.
Le accuse e le dichiarazioni a “Report”
Il procedimento penale prende origine da alcune dichiarazioni rilasciate da Giampaolo alla trasmissione “Report”, in cui l’ex postulatore avrebbe mosso accuse considerate false e diffamatorie nei confronti di esponenti della Curia. Le parole, poi smentite nel corso dell’inchiesta, hanno portato all’apertura del processo e al successivo riconoscimento della sua responsabilità penale.
Le condanne accessorie e i risarcimenti
Oltre alla reclusione, Giampaolo è stato condannato all’interdizione dai pubblici uffici per lo stesso periodo e al pagamento delle spese processuali. Il Tribunale ha inoltre disposto un risarcimento dei danni di 20 mila euro a favore di padre Bogus Turek e di 15 mila euro ciascuno per il cardinale Angelo Becciu e per il Dicastero delle Cause dei Santi.
Il comunicato del Dicastero
Nel comunicato diffuso dal Dicastero si legge che “la sentenza riconosce la sussistenza del reato di calunnia” e ribadisce “la necessità di tutelare la reputazione e l’onorabilità delle persone e delle istituzioni coinvolte”.
Con questa decisione, il Tribunale vaticano chiude una vicenda che aveva suscitato ampia eco anche in Italia, riaffermando — come sottolineato dallo stesso Dicastero — “il principio di verità e giustizia all’interno delle strutture della Santa Sede”.











