Il sindaco di Monte Sant’Angelo Pierpaolo D’Arienzo rompe il silenzio e risponde con un lungo intervento alle notizie circolate in città su una presunta raccomandazione all’interno della Rsa “Santa Maria di Pulsano”, oggi a titolarità pubblica. Nei giorni scorsi alcuni giornali locali avevano ricevuto screenshot e messaggi vocali WhatsApp che attribuivano al primo cittadino un ruolo diretto nelle assunzioni scatenando le critiche dell’opposizione montanara.
D’Arienzo, in un post dai toni durissimi, parla di “macchina del fango” e denuncia “strumentalizzazioni politiche” costruite ad arte in campagna elettorale: “Perfino i nostri più accaniti avversari ammettono che non vi è alcun reato. Tutto nasce da messaggi generici, estrapolati dal loro contesto e offerti in pasto all’opinione pubblica per alimentare una narrazione volutamente fuorviante”.
La storia della Rsa e le infiltrazioni mafiose
Il sindaco ha ricostruito la vicenda della Rssa, poi Rsa, “Santa Maria di Pulsano”, struttura che negli anni ’90 divenne crocevia di interessi politici e criminali. La società che la gestiva fu raggiunta da un’interdittiva antimafia e lo stesso Comune di Monte Sant’Angelo fu sciolto per condizionamenti mafiosi nel 2015. In quella relazione vennero citati i legami tra la struttura e la criminalità organizzata locale, con l’assunzione delle compagne di Enzo Miucci, boss reggente del clan dei montanari Li Bergolis-Miucci, e del suo braccio destro Matteo Pettinicchio, oggi collaboratore di giustizia.
“Quella struttura – ha ricordato D’Arienzo – fu commissariata e successivamente trasformata in una Rsa pubblica. Con il bando ad evidenza pubblica si è estromessa definitivamente la vecchia gestione, che poteva solo contrattare la vendita di suppellettili e arredi. Il nostro impegno è stato rivolto unicamente a salvaguardare i 41 posti letto e i livelli occupazionali”.
Le accuse agli ex politici
D’Arienzo accusa apertamente “vecchi politici gestori” della struttura, già protagonisti dello scioglimento per mafia, di avere avviato una campagna di disinformazione per screditare l’amministrazione. “Una vicenda pilotata e coordinata da un ex politico – afferma –, con comitati costruiti ad hoc, esposti infondati e il sostegno di una rivista compiacente che nega persino l’esistenza della mafia in Capitanata”.
Il primo cittadino parla di “nuova compagine organizzata” favorita da vertici locali e regionali di Forza Italia, decisi a rilanciare esponenti politici già segnati dalle vicende giudiziarie: “La cosa più triste – conclude – è che qualcuno parla di legalità solo in campagna elettorale. Noi la pratichiamo ogni giorno, con buona pace dei mafiosi, dei pseudo-politici e delle riviste compiacenti”.










