La città di Foggia si prepara a ricordare il 35° anniversario dell’omicidio di Nicola Ciuffreda, imprenditore edile assassinato il 14 settembre 1990 per aver denunciato i suoi estorsori. A rendere omaggio alla sua memoria è stato l’assessore comunale alla Legalità Giulio De Santis, che ha diffuso un comunicato per sottolineare l’importanza della sua testimonianza e la necessità di trasformare il ricordo in azione.
Un simbolo contro il racket
Ciuffreda rappresenta una figura emblematica nella storia della città. In un periodo in cui l’edilizia era il settore trainante dell’economia foggiana, fu il primo a strappare il velo sul racket che soffocava il mercato immobiliare. “Con la sua scelta – ha ricordato De Santis – difese la possibilità di fare impresa in maniera libera e onesta, opponendosi alla prepotenza mafiosa”.
Un delitto senza giustizia immediata
L’omicidio avvenne due anni prima delle stragi di Capaci e Via D’Amelio, quando la coscienza collettiva italiana non aveva ancora reagito con un movimento antimafia diffuso. A Foggia la morte di Ciuffreda non generò cortei né mobilitazioni, lasciando sola la famiglia. L’inchiesta giudiziaria, chiusa in pochi mesi senza colpevoli, aggiunse un’ulteriore ferita. Solo anni dopo, con il processo Panunzio, si riconobbe che a decretare l’uccisione di Ciuffreda furono gli stessi mandanti del delitto Panunzio del 1992.
Le pagine di coraggio
Nella memoria cittadina restano forti il coraggio della famiglia Panunzio, la cui battaglia contribuì a squarciare il silenzio, e le dichiarazioni di Mario Nero, che permisero non solo di individuare i colpevoli ma anche di fare luce sulla violenza della “Società foggiana”.
Una memoria che diventa azione
Oggi il presidio di Libera intitolato a Ciuffreda tiene viva la sua eredità. “Ricordare Nicola insieme a Giovanni Panunzio, Francesco Marcone e Mario Nero significa rafforzare il nostro impegno collettivo – ha ribadito De Santis –. La memoria diventa azione, la gratitudine si trasforma in lotta quotidiana contro le mafie, per restituire a questa terra la libertà e la speranza che merita”.










