Un grido di aiuto che si fa strada nel silenzio di una città stanca. Dopo l’ennesimo episodio di violenza al Rione Ferrovia, con una giovane aggredita in pieno viale della stazione, il consigliere regionale della Lega Joseph Splendido lancia un nuovo appello: “Mercoledì 7 agosto saremo di nuovo in strada per dare voce a un quartiere lasciato solo”.
L’appuntamento è fissato per le ore 20:00, con partenza dal piazzale della Stazione ferroviaria e arrivo alla Villa Comunale, altro luogo simbolo di degrado e abbandono. Una “passeggiata civica” aperta a tutti i cittadini, ai comitati di quartiere, alle associazioni e ai rappresentanti istituzionali, per raccontare pubblicamente una situazione che, secondo Splendido, “non è allarmismo, ma realtà dei fatti”.
“La paura è reale, la politica non può restare a guardare”
“Una ragazza colpita con violenza – racconta Splendido – una voce rotta dalla paura, simbolo di un quartiere dove la sera si vive nel timore. Noi non vogliamo fingere che non accada nulla. Vogliamo raccontare. E soprattutto, agire”.
Il consigliere attacca chi continua a minimizzare e chiede una svolta concreta: “La sicurezza non si garantisce con le dichiarazioni stampa, ma con la presenza. Con la determinazione. Noi saremo lì, ancora una volta, per ascoltare i cittadini e raccogliere denunce”.
Invito pubblico alla sindaca Episcopo: “Venga a vedere con i suoi occhi”
Durante l’annuncio, Splendido lancia anche un appello diretto alla sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo: “La invito pubblicamente a unirsi all’iniziativa. Per vedere con i suoi occhi, ascoltare le persone, e finalmente battere un colpo. Il quartiere chiede presenza, chiede coraggio. E il governo cittadino non può restare in silenzio”.
Il tema della sicurezza al Rione Ferrovia è da mesi al centro del dibattito politico, con denunce sempre più frequenti da parte dei residenti, comitati civici e associazioni. Le ultime aggressioni hanno riacceso il clima di tensione, spingendo Splendido a rilanciare la mobilitazione.
“La sicurezza è un diritto, non un privilegio – conclude – e Foggia non può più permettersi di restare spettatrice. Dobbiamo tornare a camminare insieme, nei luoghi dove il disagio è diventato la norma”.










