La passata di pomodoro è uno degli ingredienti più amati della cucina italiana, ma non tutte le marche in commercio garantiscono gli stessi standard di qualità, sicurezza e gusto. È quanto emerge dal nuovo test pubblicato da Altroconsumo, analizzato e diffuso dal sito di settore GreenMe.it, che ha valutato 24 passate di pomodoro acquistate tra gennaio e marzo 2025, sottoponendole a un’accurata serie di controlli in laboratorio e a una prova d’assaggio.
A guidare la classifica ci sono due prodotti a pari merito: Mutti Passata di Pomodoro e Conad Passata Classica, entrambe con 71 punti e qualità giudicata ottima. La passata Conad conquista anche il titolo di “miglior acquisto”, risultando la più conveniente in rapporto a qualità e prezzo.
Gusto, sicurezza e trasparenza: tutti i parametri analizzati
Il test ha considerato numerosi criteri: la presenza di muffe, residui di pesticidi, assenza di acqua aggiunta (vietata per legge), eventuali impurità, la qualità del pomodoro (attraverso parametri chimici e visivi), oltre alla quantità di salepresente. A queste analisi si sono aggiunti una prova di degustazione e la valutazione di etichetta e imballaggio, considerando anche l’impatto ambientale delle confezioni.
Nel complesso, il punteggio finale è stato calcolato assegnando un peso del 40% alla prova di assaggio, 40% all’analisi di laboratorio, 10% all’imballaggio e 10% all’etichetta. I prodotti in cui sono stati trovati pesticidi, anche se in tracce e nei limiti di legge, sono stati penalizzati nella valutazione finale.
Le migliori e le peggiori
Oltre a Mutti e Conad, si segnalano positivamente anche De Cecco e La Molisana con 68 punti e giudizio di qualità “buona”, seguite da De Rica, Esselunga e Star La Mia Pummarò, tra i 66 e i 67 punti.
Tra le peggiori, invece, si collocano Delizie dal Sole (Eurospin) con 53 punti, La Torrente (54 punti) e Le Conserve della Nonna (55 punti), tutte con giudizio di qualità media. Anche marchi noti come Pomi, Rosso Gargano, Alce Nero e Valfrutta non vanno oltre i 59-60 punti.
Foggia sotto i riflettori con Rosso Gargano
Nella graduatoria figura anche un marchio legato alla Capitanata, Rosso Gargano, che si ferma a 59 punti con giudizio “qualità media”. Un risultato che invita a riflettere anche sulla reputazione dei marchi locali e sulla necessità di elevare gli standard per competere con le grandi aziende.
Etichette e trasparenza: un altro punto debole
Il test ha anche evidenziato una scarsa attenzione alla completezza delle etichette in diversi casi: mancano spesso indicazioni utili come i contatti del produttore o le modalità di conservazione, che pur non essendo obbligatorie, rappresentano un valore aggiunto per il consumatore consapevole.
La confezione più sostenibile? Tutti i prodotti sono venduti in vetro con tappo in alluminio, ma la valutazione dell’imballaggio ha tenuto conto anche del rapporto tra contenuto e contenitore, penalizzando le soluzioni più impattanti.
Un test per orientare i consumatori
La classifica di Altroconsumo, rilanciata da GreenMe.it, offre una bussola importante per orientarsi in un mercato ricchissimo ma spesso poco trasparente. Non basta fidarsi del marchio o del prezzo: gusto, sicurezza e responsabilità ambientale devono andare di pari passo. E in cucina, anche una semplice passata di pomodoro può fare la differenza.










