Non semplici incendi, ma veri e propri atti di guerra al territorio e alla comunità. È durissimo il giudizio del movimento politico Molo 21, che interviene con toni netti sulla serie di roghi che nei giorni scorsi ha colpito la città: dalle fiamme divampate nella zona industriale e nei pressi degli ex Bagni Romagna, fino all’incendio che ha devastato l’Oasi Laguna del Re, riducendo in cenere un’area naturalistica preziosa per l’ecosistema e per l’intera collettività.
“Un disastro ambientale, non un semplice gesto vandalico”, scrive Molo 21, sottolineando in particolare la natura dolosa dei roghi. L’incendio scoppiato tra le ecoballe abbandonate nella zona industriale viene letto come un tentativo deliberato di cancellare le tracce di sversamenti illegali, aggravando il danno con la dispersione di fumi tossici. Poche ore prima, un episodio simile – per fortuna con conseguenze più contenute – aveva interessato l’area degli ex Bagni Romagna.
Ancora più drammatica la situazione all’Oasi Laguna del Re, area naturalistica simbolo della rinascita ambientale della città, dove le fiamme hanno distrutto canneti, habitat faunistici e il nuovo ponticello in legno, frutto dell’impegno volontario di cittadini e associazioni.
“Un’aggressione mirata e sistematica”
Secondo Molo 21, non si può più parlare di semplici atti di inciviltà o vandalismo, ma di aggressioni organizzate e mirate contro chi cerca di costruire un’alternativa di sviluppo e legalità. “Non possiamo limitarci a classificare questi episodi come meri atti di vandalismo: sono attentati mirati contro il nostro territorio e contro chi, con passione e fatica, lo difende”, si legge nella nota.
Il movimento politico rivolge parole di solidarietà e riconoscenza a vigili del fuoco, volontari, forze dell’ordine, associazioni e amministrazione comunale, ringraziando quanti si sono mobilitati per contenere i danni e salvare quanto possibile. Ma chiede anche un salto di qualità nelle risposte istituzionali, invocando più controlli, indagini approfondite, presenza dello Stato e una chiara assunzione di responsabilità.
“Manfredonia ha bisogno di tutela, non di fumo. Di legalità, non di intimidazioni. Di futuro, non di cenere”, è l’appello finale di Molo 21. Una chiamata alla mobilitazione civile e istituzionale, per non lasciare soli coloro che lottano quotidianamente per la difesa dei beni comuni.












