Con sentenza del Tribunale di Larino del 02 luglio 2025, il comandante e l’equipaggio del motopeschereccio “Luigia Madre”, della Marineria di Manfredonia, è stato assolto perché “…il fatto non sussiste…” da gravissime accuse: violenza e minaccia a pubblico ufficiale, resistenza, oltraggio e interruzione di servizio pubblico, nei confronti di ben quattro militari della Capitaneria di Porto di Termoli.
I fatti risalgono al dicembre del 2019, quando sottufficiali e militari della Capitaneria di Porto di Termoli, ben quattro, procedettero al controllo della “Luigia Madre” all’interno del porto, prima di una battuta di pesca. A bordo si scatenò un alterco che, stando all’accusa, sarebbe sfociato in minacce. Un impianto accusatorio smontato in tribunale dinanzi ai giudici.
L’avvocato Pierpaolo Fischetti, difensore degli imputati, ha espresso soddisfazione per la sentenza: “Le dichiarazioni rese dal personale della Capitaneria non hanno trovato alcun riscontro probatorio, anzi sono state smentite alla radice. È stato necessario approfondire anche la Relazione preliminare al Codice di procedura penale attualmente in vigore, per richiamare l’attenzione sulla figura dei soggetti del processo e sul ruolo che il legislatore attribuisce alla polizia giudiziaria. Ne è emerso il rischio di un interesse partigiano da parte di chi, talvolta, cerca di far valere in giudizio proprie prospettazioni soggettive e informazioni parziali. Le ultime riforme in materia di oltraggio e le più recenti indicazioni giurisprudenziali su violenza e minaccia a pubblico ufficiale hanno ristretto gli spazi di arbitrio, ponendo limiti precisi all’esercizio delle proprie attribuzioni. È un principio fondamentale: nessuno è al di sopra della legge, neppure chi è chiamato a farla rispettare”.









