Un impianto costato oltre 800mila euro, mai entrato in funzione. Bollette TARI alle stelle e famiglie sotto pressione. Il consigliere comunale Gianluca Totaro, esponente del Movimento 5 Stelle a Manfredonia, rompe il silenzio e chiama in causa l’amministrazione guidata dal sindaco Domenico La Marca, accusandola di immobilismo e mancanza di trasparenza.
“In queste settimane – spiega Totaro – la TARI è tornata al centro del dibattito per via di importi spropositati recapitati ai contribuenti. Ma discutere solo delle cifre, senza affrontare le cause strutturali, è miope e fuorviante”. Per l’esponente pentastellato, la questione chiave è l’impianto di selezione dei rifiuti secchi non pericolosi, un’infrastruttura autorizzata nel 2015 ma mai resa operativa.
L’impianto abbandonato e il peso sui cittadini
La denuncia non è nuova: Totaro aveva già sollevato la questione nel 2022, portando alla luce la storia di un impianto che, se attivato, potrebbe ridurre sensibilmente i costi di smaltimento e alleggerire la TARI, grazie al miglioramento della raccolta differenziata e alla riduzione delle spese di selezione e conferimento.
“Nulla si è mosso da allora – sottolinea –. Dopo la sospensione dell’autorizzazione, per presunta incompatibilità con l’area SIC, sono state presentate richieste di deroga tra il 2017 e il 2020. Ma da quattro anni è calato il silenzio. Nessun pressing in Regione, nessun atto concreto dal Comune. Un impianto pagato dai cittadini giace inutilizzato, mentre le bollette aumentano”.
“Serve una svolta politica, non rassegnazione”
Totaro chiede una “inversione di rotta immediata”: il Comune deve tornare alla carica su Regione e Provincia per ottenere una risposta definitiva. “Ogni ulteriore ritardo rischia di rendere obsoleto o inutile un investimento importante, già realizzato e non ancora messo a frutto”.
Nel frattempo, il consigliere ricorda che entro la fine dell’anno dovrà essere applicato il bonus TARI previsto dal “DL Conte” del 2019, che prevede una riduzione del 25% per famiglie con ISEE inferiore a 9.530 euro o con almeno quattro figli. “Saremo vigili su questo punto – avverte Totaro – ma è chiaro che le agevolazioni non bastano. Bisogna agire alla radice, riducendo i costi strutturali che rendono la tassa così alta”.
“I cittadini meritano risposte”
“Determinazione, non immobilismo. Questo è ciò che chiediamo”, conclude Totaro. “I cittadini non possono continuare a pagare per un servizio che potrebbe costare meno e funzionare meglio. È ora che l’amministrazione La Marca se ne faccia carico con responsabilità e coraggio politico”.
La questione dell’impianto fermo torna così sotto i riflettori, come simbolo delle occasioni perse e dei nodi irrisolti che pesano sulla gestione dei rifiuti a Manfredonia.











